Herpes genitale

Mts: L'herpes genitale

Cos’è

L’herpes genitale è provocato da un virus chiamato Herpes Simplex di tipo 2, trasmissibile attraverso la mucosa che riveste gli organi sessuali e responsabile di un’infiammazione del prepuzio e della vagina. Anche a guarigione avvenuta, e quindi in assenza di sintomi, tale virus tende a persistere nell’organismo, rifugiandosi all’interno di alcune cellule nervose del midollo spinale.

Qui resta inattivo per un periodo indefinito, salvo risvegliarsi in occasione di episodi di stress psicofisico, di debilitazione dovuta ad altre malattie o di calo delle difese immunitarie. I soggetti immunodepressi rivelano quindi una particolare predisposizione a esserne nuovamente colpiti. Nella sua fase acuta la malattia è diagnosticabile mediante una visita specialistica e il prelievo di siero dalle vescicole che si siano formate. Per ricercare il virus è poi necessario un esame del siero stesso al microscopio.

Se invece i disturbi sono più vaghi, occorre effettuare un prelievo di sangue al fine di individuare gli anticorpi specifici del virus. Se l’herpes è contratto da una donna durante la gravidanza, può mettere in pericolo il feto e, se al momento del parto sono presenti lesioni erpetiche a livello genitale, il neonato rischia di riportare gravi danni, persino mortali.

Per scongiurare questa possibilità è dunque consigliabile ricorrere al taglio cesareo.

Come si manifesta

Il periodo di incubazione dura tra i due e i dieci giorni, trascorsi i quali si presentano sintomi piuttosto evidenti e fastidiosi. Un’intensa sensazione di bruciore unita a prurito si associa alla comparsa sui genitali e sulla cute circostante di dolorose vesciche, che dopo qualche giorno si rompono, dando luogo a piccole lesioni.

Questi disturbi sono spesso accompagnati da febbre, rigonfiamento delle ghiandole inguinali e arrossamento della zona interessata. Come detto, la malattia può ripresentarsi anche dopo la guarigione, ma gli episodi successivi sono assai meno drammatici in quanto il sistema immunitario conserva la memoria del virus e ne arresta la replicazione in tempi più brevi.

Come si cura

Attualmente non sono disponibili terapie che garantiscano la guarigione completa e definitiva, ma ne esiste una basata sulla somministrazione di un farmaco antivirale capace di ridurre i sintomi e la frequenza delle recidive.

Se le vesciche si sono già rotte, è consigliabile applicare una crema antibiotica per evitare che si aggiunga un’infezione batterica, mentre le compresse a base di antistaminico aiutano ad alleviare il prurito. Nella cura degli episodi successivi è infine indicata una crema antivirale che, usata alla comparsa dei primi sintomi, può ridurre la durata dei disturbi.

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