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Profilattici artistici in vendita al Museo di Madrid

Profilattici artistici in vendita al Museo di Madrid

Forse non saranno i primi preservativi ad entrare nel mondo dell’arte contemporanea ma al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid l’arte contemporanea sarà usata per la prima volta per vendere profilattici. I condoms di cui parliamo saranno in vendita al bookshop del museo in pacchetti appositamente decorati con le opere della mostra Tears of Eros che aprirà le porte il prossimo 20 ottobre.

Tra i protagonisti destinati a comparire sulle scatole di preservativi c’è anche il noto calciatore e sex symbol David Beckham, immortalato come David dormiente  nell’opera video  di Sam Taylor-Wood, apparsa per la prima volta alla National Portrait Gallery di Londra. Anche  Nastassja Kinski fotografata da Richard Avendon potrebbe essere un’altra candidata per il packaging. Ma i vertici del museo hanno annunciato che sui pacchetti di preservativi potrebbero comparire anche opere di  Rodin, Rubens, Maillais e Bernini. La baronessa Thyssen, moglie del fondatore del museo, sembra essere decisamente felice di questa nuova ed accattivante proposta: “Non c’è niente di cui scandalizzarsi anzi, questa iniziativa rappresenta un’ottima opportunità per accomunare l’arte e la responsabilità. Io sono cattolica praticante ma credo che in questo caso sia importante dare più informazioni possibili. Inoltre il preservativo è la migliore alternativa alla pillola del giorno dopo.” ha commentato la baronessa intervistata dalla stampa inglese.

La mostra Tears of Eros è un progetto creato dal museo in collaborazione con la Caja Madrid Foundation. Oltre al video di Sam Taylor-Wood saranno presenti 119 opere, atte ad indagare le strette relazioni tra il desiderio sessuale e quello di morte. L’iniziativa riguardante i preservativi d’arte non è ancora stata finalizzata ma i vertici del museo hanno assicurato che il progetto è quasi arrivato a conclusione. Speriamo solamente che i compratori di questi simpatici oltre che artistici condoms siano poi intenzionati ad usarli e non solamente a collezionarli come fossero delle preziose opere d’arte contemporanea.

Fonte: globartmag.com