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AIDS - Eventi e iniziative

Giornata mondiale contro l’Aids

Indetta ogni anno per il 1° dicembre, la Giornata mondiale contro l’Aids si propone di accrescere la coscienza dell’epidemia mondiale di Aids, causata dalla diffusione del virus Hiv. La data è stata scelta per commemorare il primo caso di Aids, che fu diagnosticato il 1° dicembre 1981. Da quel giorno l’Aids ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.
L’idea della Giornata mondiale contro l’Aids ha avuto origine al summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’Aids del 1988 ed è stata in seguito adottata da governi, organizzazioni internazionali e associazioni di tutto il pianeta. Dal 1987 al 2004 la Giornata mondiale contro l’Aids è stata organizzata dall’Unaids, organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta all’Aids, la quale, in collaborazione con altre organizzazioni coinvolte, ha scelto di volta in volta un tema per la manifestazione.
Dal 2005 l’Unaids ha demandato la responsabilità dell’organizzazione e della gestione alla Wac (The World Aids Campaign), un’organizzazione indipendente che ha scelto come tema di quell’anno, e fino al 2010, “Stop Aids: Keep the Promise(ovvero “Fermare l’Aids: manteniamo la promessa”). Si tratta di un appello rivolto ai governi affinché mantengano la parola data, un richiamo all’assunzione di responsabilità non strettamente legato alla Giornata mondiale, ma capace di rispecchiare l’impegno quotidiano della Wac.

Altre iniziative a tema

Nel 2006, contestualmente alla Giornata mondiale contro l’Aids, sono state organizzate alcune iniziative nazionali e internazionali meritevoli di menzione.
La campagna “Uniti per i bambini, uniti contro l’Aids”, lanciata da Unicef Italia si propone quattro obiettivi: prevenire il contagio tra madre e figlio; procurare le cure pediatriche; prevenire la diffusione del contagio tra gli adolescenti e i giovani; proteggere e aiutare i bambini colpiti da Hiv/Aids. Compito dell’iniziativa è fare in modo che le collettività e le famiglie costrette a sopportare il peso dell’epidemia siano i principali beneficiari dei nuovi interventi della comunità internazionale. La speranza è quella di raggiungere l’80% dei bambini più bisognosi di aiuto entro il 2010.
Amref e ActionAid International, invece, hanno reso noto un rapporto sullo stato della lotta all’Aids in Kenya, lanciando un piano di armonizzazione tra gli interventi per la lotta all’Hiv in Africa.
Partendo dal dato di fatto secondo cui un bambino ogni minuto muore di Aids (nonostante la maggior diffusione dei farmaci antiretrovirali), Save the Children ha poi promosso cinque azioni per combattere l’Hiv/Aids: aiutare i minori colpiti direttamente o indirettamente a frequentare la scuola per acquisire maggiore consapevolezza e dunque possibilità di sopravvivenza; fornire supporto sanitario e cibo ai minori malati o orfani; fornire supporto psicologico per l’assorbimento del trauma e del dolore legati alla perdita dei familiari o alla malattia; provvedere alla formazione professionale e offrire opportunità lavorative; formare e organizzare giovani volontari che informino i loro coetanei sulla malattia e sulla prevenzione, effettuando anche visite a domicilio agli ammalati.
Infine in ogni parte del mondo (Australia, Indonesia, Toronto, Buenos Aires, Vienna, Quebec, Brasile, Montrèal, Germania, Stai Uniti, Hong Kong) sono stati organizzati eventi, conferenze, marce di solidarietà, aste di beneficenza, concerti. Qualunque pretesto è valido per sensibilizzare l’opinione pubblica a non dimenticare il male del secolo, di cui non si parla più molto, ma capace ancora di colpire giorno dopo giorno, indistintamente dal sesso, dall’età, dallo stato sociale, dal colore della pelle.

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