Il lattice adoperato per fabbricare i preservativi è un’emulsione di aspetto lattiginoso e consistenza collosa, che
si estrae dalla corteccia di un albero chiamato hevea. Le sue principali caratteristiche sono la straordinaria elasticità e la cosiddetta resilienza, ossia la naturale capacità di riacquisire istantaneamente la forma originale se sottoposto a pressione o allungamento.
I condom in lattice sono i più comuni e distribuiti nel mondo. Se ne trovano in commercio numerose varianti, che differiscono tra loro per struttura e funzione. Le più diffuse sono costituite dai profilattici con rilievi o nervature, da quelli stimolanti, colorati, profumati e aromatizzati. Sceglierne una piuttosto che l’altra è solo questione di preferenze individuali. Anche lo spessore varia da modello a modello, ma non può essere inferiore a 0,05 millimetri.
Il poliuretano è un composto sintetico caratterizzato da una notevole elasticità e da una resistenza di gran lunga superiore a quella del lattice. Ecco perché i preservativi realizzati con questo materiale possono essere più sottili, arrivando ad appena 0,02 millimetri di spessore.
Ideati per le persone intolleranti al lattice (il poliuretano non provoca reazioni allergiche), i condom in poliuretano presentano anche altri vantaggi rispetto a quelli tradizionali: sono inodori, possono essere usati con i lubrificanti a base oleosa (oltre che acquosa) e conducono meglio il calore, garantendo così una sensazione di massima naturalezza. Il rovescio della medaglia è invece costituito dal prezzo più elevato.
Va infine ricordato che il poliuretano è anche il materiale utilizzato per fabbricare i preservativi femminili.

L’ultima novità in fatto di alternative al lattice è rappresentata dal poliisoprene. Si tratta di un composto sintetico prodotto a imitazione della gomma naturale, rispetto alla quale presenta il vantaggio di essere anallergico, pur garantendo la stessa elasticità. Al momento l’unico preservativo realizzato in questo materiale è il Durex Avanti Ultima.
Testimonianza di un tempo lontano sono invece i condom ricavati dall’intestino di agnello (budello), i cui primi esemplari risalgono addirittura all’Ottocento. Qualcuno sostiene che questi preservativi, tuttora in commercio, garantiscano una sensazione più naturale al partner maschile, ma una cosa è certa: non ci si può fidare troppo! Esiste infatti una percentuale non trascurabile di insuccesso nella protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, dovuta all’elevata porosità del materiale.

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Data: 28 Novembre 2012 alle 23:44
Vorrei sapere se nel composto del preservativo classico esiste una percentuale di nickel grazie