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L’imene è una membrana di tessuto che circonda l’apertura vaginale esterna. Il nome deriva dal greco “Hymenaios”, che significa membrana.
L’imene fa parte della vulva e degli organi genitali esteni ed è presente in tutte le femmine della specie umana fin dalla nascita.
Alcuni luoghi comuni sostengono che la verginità si perde con la rottura dell’imene e quindi con il primo rapporto sessuale. Niente di più sbagliato perchè la rottura dell’imene non è necessariamente un indicatore della perdita di verginità. L’imene può lacerarsi facendo sport, andando in bici, durante l’esame della pelvi, con l’uso di tamponi vaginali. Altre donne mantengono intatto il loro imene fino al primo rapporto sessuale.
Al momento dei primi rapporti sessuali, quando la membrana dell’imene è morbida ed elastica, l’orifizio imenale può dilatarsi in modo sufficiente perchè la penetrazione del pene avvenga con facilità e senza dolore. In questi casi non esiste traccia di emoraggia e l’imene persiste fino al primo parto. Tra l’altro fatti di questo genere sono meno rari di quanto si creda.
D’altra parte spesso avviene che l’imene si rompa al primo coito, il quale può essere più o meno doloroso e qualche volta si accompagna ad una vera emoraggia. Anche in questo caso l’imene può persistere, sia pur parzialmente, fino al primo parto, quando la testa del feto porterà a termine la rottura della membrana imenale.
La presenza o l’assenza dell’imene, quindi, non dice molto sull’esperienza sessuale di una donna.
Una volta raggiunta la pubertà, l’imene tende a diventare abbastanza elastico. Non è possibile determinare se una donna usa i tamponi o no facendo un esame della pelvi. I rapporti sessuali sono la via più comune per danneggiare l’imene, anche se le statistiche dimostrano che solo il 43% delle donne ha avuto perdite di sangue durante il primo rapporto. Questo significa che nell’altro 57% delle donne l’imene è così elastico da allungarsi e non provocare nessun dolore e nessuna perdita di sangue.
In alcune società, invece, la vita di una donna e la sua condizione sociale sono in pericolo senza questa struttura, che è considerata come prova fisica della purezza. Ciò nonostante i chirurghi plastici hanno elaborato una procedura conosciuta come imenoplastica per ricreare chirurgicamente l’imene nelle donne dove non è più presente. E’ abbastanza ridicolo per una donna che avuto rapporti sessuali credere che ricostruire l’imene la renderà nuovamente vergine. L’intervento è utile solo per le donne la cui vita possa essere in pericolo senza l’imene.
Alcuni paesi considerano l’imenoplastica come una forma di mutilazione genitale femminile e l’intervento è proscrittao dagli statuti destinati a proteggere le giovani donne da questo tipo di violazione.
La forma dell’imene, come quella di tutti gli organi che non hanno una funzione ben definita, è molto variabile.
Le forme più comuni sono:
- mezzaluna o semicerchio
- anulare o circolare
- ridondante
Le forme meno comuni sono:
- frangiato o denticolare
- ripartito
- microperforato
- labiale o verticale
- imperforato




