Nuovo Comodo.it
 

 Home

 

Contatti

 

Missione 

 

Guida all'acquisto  

 

Mappa del sito

Forum

Ufficio Stampa

Affiliati

B2B

Franchising

 

Comodo.it è il modo più semplice e divertente di fare informazione e shopping sul preservativo. Scopri con noi tutto quello che c’è da sapere sul profilattico e sul suo uso. Ti accorgerai che i preservativi non sono tutti uguali e che ce n'è uno adatto per ogni tua esigenza. In Comodo Shopping puoi cercare tra 231 articoli scegliendoli per marca o tipo. Puoi acquistare tutti i profilattici a prezzi scontati e ti verranno recapitati a casa senza nessuna allusione al contenuto.                                                                                                                                                                                7 utenti on line      Rss

»
Guida al preservativo
»
Processo produttivo
»
Museo
»
Prevenzione femminile
»
Malattie e prevenzione
»
Sessualità
»
Concorsi
»
Newsletter

»
Preservativi
»
Preservativi in scadenza
»
Offerte
»
Preservativi gadget
»
Lubrificanti
»
Porta preservativi
»
Preservativo femminile
»
Piacere e Relax
»
Salute e Benessere
»
Magic-Cone
»
Dental Dam
»
Protezione mani
»
Test di gravidanza
»
Libri e Video
»
Linea Bio
 

Chiesa, AIDS e preservativo

da un libro del missionario padre Renato Kizito: Aids e Chiesa cattolica in Africa. Quando il preservativo e' un dovere (dalle pagine 69-72)

A volte si ha l´impressione che la Chiesa, in passato, abbia legiferato troppo in materia di sesso. Forse sarebbe stato meglio, una volta proposti e sottolineati i principi fondamentali, e dopo aver lavorato alla formazione delle coscienze, sottolineare di piu' la responsabilita' individuale, la coscienza personale. Gia' Paolo VI nell'enciclica Humanae vitae del 1967, disse chiaramente che quando occorre applicare i principi e' la coscienza della persona che deve decidere. L´aver legiferato troppo nei dettagli ci mette adesso in una posizione difficile, nel senso che i fedeli si aspettano delle indicazioni precise, oppure che certe indicazioni precedenti vengano cambiate, e questo finisce per non farci concentrare sulle cose piu' importanti: la formazione della coscienza delle persone, l'annuncio della dignita' della persona umana. Una volta proclamati questi principi sono gli individui che devono poi trarne le conseguenze concrete.

L´atteggiamento cristiano di fronte alla sessualita' dipende da come si concepisce la dignita' delle altre persone. Nel caso dell'AIDS io credo che, come ha scritto recentemente anche un gesuita dello Zambia, padre Michael J. Kelly, in alcuni casi sia ragionevole e opportuno che le persone interessate usino i preservativi. Questo gesuita e alcuni teologi moralisti che conoscono a fondo le tradizioni e la cultura africana, ritengono che l´uso del preservativo potrebbe diventare addirittura un dovere, nel caso di una coppia in cui una delle due persone fosse sieropositiva e l'altra no. La scelta puo' essere lasciata alla responsabilita' e alla coscienza delle persone, perche' se la regola e' troppo rigida, finisce per farti mettere in dubbio il principio. Ossia, uno che nella circostanza che ho appena citato si sentisse in coscienza di usare il preservativo, davanti alla regola: finirebbe poi per mettere in dubbio il principio generale, che deve essere sempre la difesa e la promozione della vita.
Ma cio' non dovrebbe costituire una regola nuova che la Chiesa propone: l'ideale sarebbe che derivasse piu' dalla maturita' delle persone, che si sentono capaci di giudicare che linea seguire in certe particolari circostanze. Il problema sorge oggi dal fatto che, ripeto, probabilmente abbiamo legiferato troppo, abbiamo dato troppe indicazioni precise e concrete, e sottolineare, adesso, la responsabilita' personale di fronte a dilemmi specifici potrebbe essere interpretato come: in modo incontrollato. Quasi un invito a un uso della sessualita' senza nessuna regola e senza nessun controllo, che certamente la Chiesa non puo' approvare.

È anche un problema di inculturazione. Forse il modo per superare l´impasse, da parte della Chiesa, potrebbe essere quello di riconoscere che la diversita' delle realta' locali rende impossibile un´applicazione univoca e costante dei principi generali. Bisogna dare piu' fiducia, anche in questo campo, alle Chiese locali. Puo' anche darsi che, in una situazione concreta di pericolo, la distribuzione gratuita dei preservativi possa essere accettabile.

In altre circostanze la stessa azione, invece che un mezzo per evitare l´AIDS, potrebbe diventare un modo per promuovere la promiscuita', quindi per aggravare il diffondersi dell´infezione.

La Chiesa continuera' a insistere sull´importanza della fedelta' nella coppia, cosi' come continuera' a dire no all'aborto. Per il resto ci sono differenti gradi di responsabilita' e di complicita'. Non si puo' creare nella testa della gente l´idea che l´uso del preservativo e la pratica dell´aborto siano azioni della stessa gravita'. Questo non e' formare le coscienze.

Il fedele deve essere capace di misurare personalmente la gravita' della sua azione. Questo comporta un impegno molto piu' grande nella formazione delle coscienze, per l´informazione e la crescita dei fedeli. I nostri fedeli sono piu' intelligenti e informati, piu' capaci di fare le loro scelte in base ai principi evangelici di quanto generalmente pensiamo noi pastori. Anche in questo campo bisogna credere di piu' nel buon senso cristiano della gente. Fare questo lavoro, lo riconosco, e' difficile. La Chiesa africana e' un´istituzione con strutture molto semplici: con poco personale formato adeguatamente, pochi insegnanti, pochi preti e suore, e si trova a dover affrontare problemi enormi.

________________________________________________________________________________________________
Copyright © 1998 - Comodo.it - All rights reserved. - Power by Mercurio s.a.s. - P.I. 04738310723