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PRESERVATIVO E POLITICA

 

22-11-2006 Grillini a Bertinotti: Mettiamo i distributori di preservativi alla camera
02-12-2006 Stefania Prestigiacomo: "Cominciamo a dare gratis i preservativi"
02-12-2006 La linea Buttiglione: Si al condom solo in casi estremi
Finanziaria Berlusconi: Porno Tax, Tassare i prodotti di consumo inerenti al sesso

Verdi: fuori luogo sarcasmo Storace su preservativi

Il ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo
"Cominciamo a dare gratis i preservativi"

ROMA - "Non sono convinta che siano tante le donne che decidono di interrompere la gravidanza per motivi economici. Molte lo fanno per ragioni di salute, moltissime sono immigrate. E poi, ci sono le giovanissime che conducono una vita sessuale da adulte senza conoscere la contraccezione. Anche perché di questi tempi non si parla più di preservativi, ad esempio. Farei una campagna dandoli gratuitamente...". Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari opportunità, rilancia sul tema più ostico per i cattolici: la contraccezione. Riscopre il feeling con Berlusconi sull'aborto: "Ha ragione il presidente del Consiglio quando parla di libertà di coscienza sulla 194, ci mancherebbe altro: l'aborto e la fecondazione assistita sono temi etici, non lo sono invece le quote rosa".

Prestigiacomo: preservativi gratis
Un coro di no

ROMA - Preservativi gratis come strumento di prevenzione contro l'aborto. L'idea è di quelle destinate a fare scandalo. Lo è ancora di più se a proporla è il ministro per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo. Le parole del ministro gettano benzina sul fuoco alimentando le polemiche su una questione delicata come quella dell'aborto, argomento che in questi giorni è tornato a dividere le opinioni politiche. Sulla questione interviene anche il presidente del Senato Marcello Pera che, pur precisando di «non avere ancora una opinione», avverte: «I temi che riguardano l'etica pubblica e la bioetica devono essere trattati con molta responsabilità ». Evita riferimenti particolari il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, che sull'aborto si limita a giudicare «inaccettabile una strumentalizzazione così, come una speculazione sulle spalle delle donne». La «provocazione» di Prestigiacomo, però, sembra per una volta metter tutti d'accordo. Infatti, con le sole eccezioni del ministro per le Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, che definisce la proposta «una buona idea» e di Chiara Moroni del Nuovo Psi, che si dichiara «pronta a sostenere la propostà, dalla Casa delle libertà e dall'Unione arrivano solo bocciature. Chi non risparmia critiche è Francesco Storace, ministro della Salute, uno di più coinvolti nella vicenda. «I soldi dello Stato si usano per i vaccini, non per i preservativi». Pollice verso anche da Enrico La Loggia, ministro per gli Affari regionali. »La mia posizione - spiega - rimane quella espressa da tempo, cioè quella della Cei che punta sul lavoro di prevenzione, evitando rapporti a rischio fuori dal luogo naturale della coppia«. L'idea non piace neanche ad Erminia Mazzoni, vice segretario dell'Udc, che la definisce «propagandistica e non adeguata». Secondo l'esponete centrista, infatti, «la proposta della Prestigiacomo non chiarisce il problema». Che si tratti solo di propaganda ne è convinta anche Francesca Martini deputato della Lega, che si chiede se il ministro per le Pari Opportunità non abbia scambiato l'Italia per il continente africano. «Credo - sottolinea l'esponente del Carroccio - che al giorno d'oggi tutti in Italia conoscano i metodi di contraccezione, per cui mi sembra più una boutade propagandistica e anche di dubbio gusto. Non siamo in Africa».

Storace: Vaccini gratis, non preservativi
2 dicembre 2005 - Bisticcio in casa AN su cosa sia meglio basare una politica sociale: sul condone o sul vaccino ?

La signora Prestigiacomo, ministra delle cosiddette "pari opportunità", è una di quelle che marciano a destra ma pensano a sinistra.

Non bastasse la proposta antiliberare e antidemocratica delle "quote rosa", un modo per operare inaccettabili discriminazioni e stabilire in anticipo l'esito delle elezioni politiche, oggi ha issato il cartello del "preservativo gratuito".

Non è un'idea sbocciata spontaneameante nel cervello della ministra. In questi giorni il mondo intero parla di preservativi perché c'è la giornata mondiale dell'AIDS e qualcosa deve essere giunto all'orecchio della Prestigiacomo. La quale ha pensato bene di fare bella figura lanciando il condone gratuito per evitare le gravidanze indesiderate.

Dal virus ti salva il "guantone",
dall'embrione ti salva il condone.

Ci sia consentito chiedere: quanto costa un preservativo all'utente finale ? Molto poco, tanto poco da concludere che non è il prezzo che impedisce alla gente di infilarselo.

Il problema, naturalmente, non è l'idea da collegiale in quanto tale; ma il fatto che con le sue uscite la Prestigiacono costringe i media e la gente a parlare delle fesserie, dimenticando le cose serie.

Il collega della sanità Francesco Storace è uno che bada al sodo.

"Io i soldi dello Stato vorrei spenderli in vaccini, che è la cosa più importante, e non in preservativi", ha detto commentando le proposte della collega.

L'uso del preservativo "può essere un buon consiglio ma non una politica".

"E' curioso - ha concluso - che ci siano ministri che fanno molte interviste e poi si dimenticano di parlarne in Consiglio dei ministri".

La polemica: Ma quali preservativi gratis!
Certo, i motivi che hanno spinto la Prestigiacomo – che, a scanso equivoci, da queste parti si ammira anche ma non solo per la sua indubbia bellezza – sono nobili: evitare di ricorrere all’aborto a mo’ di contraccettivo post coito e il diffondersi delle infezioni, con particolare occhio di riguardo verso l’Aids. Ma qui scattano subito delle obiezioni: siamo in Italia e tutto deve rendere conto ai soldi, dunque partiamo da loro. Un preservativo – chi li usa lo sa – non comporta una spesa da svenimento. Ce ne sono molti, tutti affidabili, e coprono un range di prezzo che va dalle 5 alle 10 euro, a seconda del tipo, della marca e soprattutto del numero di pezzi in ciascun pacco; in conclusione si può tranquillamente affermare che con un singolo eurino – ad esempio, risparmiate su Repubblica e vi rifate con un rapporto sicuro – ne potete prendere uno. Tutti converranno che la spesa è decisamente piccola e sopportabile per qualunque tasca.

Questo però se i condom vengono acquistati privatamente dai singoli utenti. Riuscite invece ad immaginare che aggravio sulla spesa pubblica comporterebbe la distribuzione gratuita di preservativi da parte dello Stato? Svariate migliaia – milioni? – di euro, che inevitabilmente aumenterebbero sotto l’influenza di quell’arte tutta italiana del “se è gratis e me ne spetta uno, ne esigo almeno tre o quattro”. Dunque giusto che lo Stato, già soffocato di suo, si accolli anche questa spesa? Dubitiamo. Passiamo alla seconda delle obiezioni contro questa libera distribuzione: si farebbe, come detto sopra, per limitare gli aborti come contraccettivi e la diffusione di infezioni. Per quanto riguarda gli aborti, la questione è delicata e calda già di sé, in questi giorni; tuttavia dubito che si risolva qualcosa regalando preservativi, perché mi viene da pensare che la ragazzina, che a 15 anni si è fatta ingravidare da un tizio che conosce da tre giorni, il quale ha almeno un paio di anni più di lei e, stranamente questa volta in modo puntuale, si “ritira” appena lei gli comunica del nascituro, se avesse applicato il buon senso un preservativo l’avrebbe fatto indossare – o comunque l’avrebbe comprato da sé. È che spesso si ha a che fare con l’ignoranza – e non nel senso offensivo del termine – delle persone, di coloro che si fidano dello sconosciuto dalla promessa facile, dal “tranquilla, che esco in tempo” e allora via, niente preservativo perché lui le ha detto che “altrimenti non mi tira”, la pillola no perché “chi lo dice a mia mamma?”, “ma sì, figuriamoci se deve capitare proprio a me” e poi – zac! – si scoprono incinte e ricorrono al contraccettivo – nonostante il motivo della sua esistenza non sia questo - più affidabile che si conosca, l’aborto.

Per casi come questi – come del resto per coloro che, dall’alto della loro spavalderia, non temono l’Aids – non bisognerebbe distribuire i preservativi gratis. Non li acquistano mica perché costano troppo – e anche se fosse, una persona non bada a spese per prevenire un virus mortale – nossignori. Perché non sono educati. Perché nonostante tutto sono ancora ragazzini ingenui, che con i preservativi già per altro abbondantemente distribuiti gratis non dal Governo ma dai vari sponsor fuori dalle discoteche, ci fanno i palloncini. E si divertono. Se il governo vuole prevenire l’abuso ingiustificato e selvaggio degli aborti o il calo di diffusione dell’Aids dovrebbe potenziare le sue campagne informative, dovrebbe educare le famiglie al maggior dialogo e consiglio con i propri figli. E non sparare condom addosso agli italiani, e buttare così via i soldi.

 

La linea Buttiglione: Si al condom solo in casi estremi

D.Ministro Rocco Buttiglione, Benedetto XVI vuole combattere l'l'AIDS con la castità e fedeltà.
R. Il Papa fa il Papa. Non è un esperto di prevenzione. Parla di un principio morale fondamentale.

D. Ma nel mondo ci sono 40 milioni di malati, la metà sono donne, moltissimi i bambini.
R. Se a Vattelapesca c'è la peste bubbonica, mi sembra ovvio, banale dire:evitate di andare a Vattelapesca. Mi meravigliano queste ricorrenti campagne contro la Chiesa che hanno come unico scopo quello di diffamare chi è fedele, chi preferisce astenersi, chi conduce una vita guidata da principi morali.

D.Come lei dice, il Papa non è un esperto di prevenzione, bisogna allora far parlare la medicina, bisognerebbe cominciare con il preservativo.
R. E perchè? L'incidenza della malattia tra chi adotta quegli stili di vita è minore rispetto a chi si affida soltanto al preservativo. Dunque, l'astinenza , la fedeltà sono regole banali di profilassi, vale la pena di consigliarle. Io respingo il tentativo di irridere alla fedeltà coniugale, di considerarla un relitto del passato.

D. D'accordo, il Papa fa il suo mestiere. Ma la politica deve dare risposte concrete ai problemi.
R.Per il politico cristiano l'AIDS si affronta ricordando che la prima regola è di non mettersi in condizione di contrarre la malattia. Evitate gli stili di vita che possono mettervi a rischio, evitate una sessualità promiscua, mantenetevi fedeli nella coppia, e questo vale anche per le coppie omosessuali. Se poi per qualche ragione non lo si può, non lo si vuole fare, se a Vattelapesca ci si deve andare per forza, allora almeno proteggetevi con il preservativo.

D. La dichiarazione di 22 Stati dell'UE critica il messaggio di astinenza lanciato da Bush ai governi africani.
R. Bush in realtà dice cose molto simili alle mie. Lo scandalo sono le lobbies all'interno dell'UE che, ho il sospetto, al solo sentir parlare di fedeltà hanno i brividi. L'UE non ha competenze in materia, la competenza è dei singoli Stati, farebbe meglio quindi a non lasciare messaggi che non le competono, a non fare dichiarazioni a vanvera che alimentano soltanto la diffidenza verso le istituzioni comunitarie.

tratto da: Corriere della Sera

 

'PORNO TAX' IN FINANZIARIA: UN 20% IN PIU' DI TASSE PER TUTTI

ROMA - La “Porno-tax”. Ecco l’ultima fantasia, forse anche un po’ morbosa, del Governo Berlusconi. Tassare i prodotti di consumo inerenti al sesso: dvd, videocassette, giochi e giochini vari che hanno fatto la felicità degli amanti del settore. Una tassa pari al 20% del valore del bene acquistato nei negozi o su internet.

E la frase “Meno tasse per tutti” e tutti i polpettoni del Premier contro le tasse? Complimenti. Stanno tassando l’incredibile. La certezza è che pochi si lamenteranno perché pochi hanno il coraggio di ammettere di aver acquistato prodotti “da sesso”. Gli altri? Menti occluse.

Ci spieghino, inoltre, cosa è porno e cosa no. Dipende dalla morale soggettiva e dalle idee più o meno bigotte o di libertà che ognuno di noi ha. E’ come se qualcuno volesse tassare la luce del giorno perché ama la notte. Ridicolo.

E sì perché se vissuto con gioia il sesso può essere divertente. Viene da pensare che in Alleanza Nazionale, partito che ha proposto la “Porno-tax” i figli dei deputati e di tutti i tesserati li abbia portati la cicogna o siano stati trovati veramente sotto un cavolo.

Immaginiamo, ognuno scelga chi vuole, la faccia di un esponente nazionale di An – uno di quelli famosissimi – che va dal fruttivendolo. Compra un cavolo e sotto ci trova un bambino. Oppure che la cicogna abbia bussato alla loro porta e lasciato un fagottino degno dei migliori cartoni animati di Tom & Jerry.

Tassare il sesso. Tasseranno anche i preservativi e l’onanismo?

E i documentari dove si vedono due cinghiali che si accoppiano? Sono anche quelle scene di sesso? Sarà tassato il conduttore? La produzione? O, come al solito gli italiani spettatori paragonabili a dei maniaci (sono anche di più e l’introito maggiore)?

Dietro questa finta morale c’è la certezza che i prodotti dedicati al sesso si vendono e hanno mercato (vedi i grandi quartieri a luci rosse delle capitali europee, tranne, chiaramente quelle italiane).

C’è un’ondata, in Italia, di falso moralismo e di ipocrisia che è incredibile. Se il Governo è costretto a tassare il sesso vuol dire che è proprio al lumicino. Di soldi e di idee. Vergogna.

Gabriele B. Fallica
Direttore “libero” di Assud

 

Verdi: fuori luogo sarcasmo Storace su preservativi
“Nell’attacco che Storace lancia contro componenti della sua stessa maggioranza che hanno proposto la distribuzione gratuita dei preservativi, di curioso e di drammaticamente offensivo c’è solo il suo sarcasmo nell’affermare, in modo del tutto superficiale, che i vaccini sono più importanti dei profilattici - ha dichiarato la deputata verde Luana Zanella (commissione Affari Sociali). Ma Storace lo sa che l'uso dei preservativi è la maggiore forma di prevenzione contro la diffusione dell’Hiv? Sono dichiarazioni ancora più gravi perché pronunciate da un ministro della Salute appena dopo la giornata mondiale contro l’Aids che registra in Italia un importante aumento di casi di infezione da Hiv oltre alla più totale mancanza di campagne preventive e di informazioni anche tra i più giovani.”. Battute come queste – conclude Zanella – sono dannose e fanno passare il messaggio, sbagliato, che l’uso dei profilattici non è una prevenzione importante”.

Luana zanella

 

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