Il ministro
per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo
"Cominciamo a dare gratis i preservativi"
ROMA - "Non sono convinta che siano tante
le donne che
decidono di interrompere la gravidanza per motivi
economici. Molte lo fanno per ragioni di salute,
moltissime sono immigrate. E poi, ci sono le
giovanissime che conducono una vita sessuale
da adulte senza conoscere la contraccezione.
Anche perché di questi tempi non si parla
più di preservativi, ad esempio. Farei
una campagna dandoli gratuitamente...".
Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari
opportunità, rilancia sul tema più
ostico per i cattolici: la contraccezione. Riscopre
il feeling con Berlusconi sull'aborto: "Ha
ragione il presidente del Consiglio quando parla
di libertà di coscienza sulla 194, ci
mancherebbe altro: l'aborto e la fecondazione
assistita sono temi etici, non lo sono invece
le quote rosa".
Prestigiacomo: preservativi
gratis
Un coro di no
ROMA - Preservativi gratis come strumento di
prevenzione contro l'aborto. L'idea è
di quelle destinate a fare scandalo. Lo è
ancora di più se a proporla è
il ministro per le pari opportunità,
Stefania Prestigiacomo. Le parole del ministro
gettano benzina sul fuoco alimentando le polemiche
su una questione delicata come quella dell'aborto,
argomento che in questi giorni è tornato
a dividere le opinioni politiche. Sulla questione
interviene anche il presidente del Senato Marcello
Pera che, pur precisando di «non avere
ancora una opinione», avverte: «I
temi che riguardano l'etica pubblica e la bioetica
devono essere trattati con molta responsabilità
». Evita riferimenti particolari il presidente
della Camera, Pier Ferdinando Casini, che sull'aborto
si limita a giudicare «inaccettabile una
strumentalizzazione così, come una speculazione
sulle spalle delle donne». La «provocazione»
di Prestigiacomo, però, sembra per una
volta metter tutti d'accordo. Infatti, con le
sole eccezioni del ministro per le Politiche
Comunitarie, Giorgio La Malfa, che definisce
la proposta «una buona idea» e di
Chiara Moroni del Nuovo Psi, che si dichiara
«pronta a sostenere la propostà,
dalla Casa delle libertà e dall'Unione
arrivano solo bocciature. Chi non risparmia
critiche è Francesco Storace, ministro
della Salute, uno di più coinvolti nella
vicenda. «I soldi dello Stato si usano
per i vaccini, non per i preservativi».
Pollice verso anche da Enrico La Loggia, ministro
per gli Affari regionali. »La mia posizione
- spiega - rimane quella espressa da tempo,
cioè quella della Cei che punta sul lavoro
di prevenzione, evitando rapporti a rischio
fuori dal luogo naturale della coppia«.
L'idea non piace neanche ad Erminia Mazzoni,
vice segretario dell'Udc, che la definisce «propagandistica
e non adeguata». Secondo l'esponete centrista,
infatti, «la proposta della Prestigiacomo
non chiarisce il problema». Che si tratti
solo di propaganda ne è convinta anche
Francesca Martini deputato della Lega, che si
chiede se il ministro per le Pari Opportunità
non abbia scambiato l'Italia per il continente
africano. «Credo - sottolinea l'esponente
del Carroccio - che al giorno d'oggi tutti in
Italia conoscano i metodi di contraccezione,
per cui mi sembra più una boutade propagandistica
e anche di dubbio gusto. Non siamo in Africa».
Storace: Vaccini gratis,
non preservativi
2 dicembre 2005 - Bisticcio in casa AN su cosa
sia meglio basare una politica sociale: sul
condone o sul vaccino ?
La signora Prestigiacomo, ministra delle cosiddette
"pari opportunità", è
una di quelle che marciano a destra ma pensano
a sinistra.
Non bastasse la proposta antiliberare e antidemocratica
delle "quote rosa", un modo per operare
inaccettabili discriminazioni e stabilire in
anticipo l'esito delle elezioni politiche, oggi
ha issato il cartello del "preservativo
gratuito".
Non è un'idea sbocciata spontaneameante
nel cervello della ministra. In questi giorni
il mondo intero parla di preservativi perché
c'è la giornata mondiale dell'AIDS e
qualcosa deve essere giunto all'orecchio della
Prestigiacomo. La quale ha pensato bene di fare
bella figura lanciando il condone gratuito per
evitare le gravidanze indesiderate.
Dal virus ti salva il "guantone",
dall'embrione ti salva il condone.
Ci sia consentito chiedere: quanto costa un
preservativo all'utente finale ? Molto poco,
tanto poco da concludere che non è il
prezzo che impedisce alla gente di infilarselo.
Il problema, naturalmente, non è l'idea
da collegiale in quanto tale; ma il fatto che
con le sue uscite la Prestigiacono costringe
i media e la gente a parlare delle fesserie,
dimenticando le cose serie.
Il collega della sanità Francesco Storace
è uno che bada al sodo.
"Io i soldi dello Stato vorrei spenderli
in vaccini, che è la cosa più
importante, e non in preservativi", ha
detto commentando le proposte della collega.
L'uso del preservativo "può essere
un buon consiglio ma non una politica".
"E' curioso - ha concluso - che ci siano
ministri che fanno molte interviste e poi si
dimenticano di parlarne in Consiglio dei ministri".
La polemica: Ma quali preservativi
gratis!
Certo, i motivi che
hanno spinto la Prestigiacomo – che, a
scanso equivoci, da queste parti si ammira anche
ma non solo per la sua indubbia bellezza –
sono nobili: evitare di ricorrere all’aborto
a mo’ di contraccettivo post coito e il
diffondersi delle infezioni, con particolare
occhio di riguardo verso l’Aids. Ma qui
scattano subito delle obiezioni: siamo in Italia
e tutto deve rendere conto ai soldi, dunque
partiamo da loro. Un preservativo – chi
li usa lo sa – non comporta una spesa
da svenimento. Ce ne sono molti, tutti affidabili,
e coprono un range di prezzo che va dalle 5
alle 10 euro, a seconda del tipo, della marca
e soprattutto del numero di pezzi in ciascun
pacco; in conclusione si può tranquillamente
affermare che con un singolo eurino –
ad esempio, risparmiate su Repubblica e vi rifate
con un rapporto sicuro – ne potete prendere
uno. Tutti converranno che la spesa è
decisamente piccola e sopportabile per qualunque
tasca.
Questo però se i condom vengono acquistati
privatamente dai singoli utenti. Riuscite invece
ad immaginare che aggravio sulla spesa pubblica
comporterebbe la distribuzione gratuita di preservativi
da parte dello Stato? Svariate migliaia –
milioni? – di euro, che inevitabilmente
aumenterebbero sotto l’influenza di quell’arte
tutta italiana del “se è gratis
e me ne spetta uno, ne esigo almeno tre o quattro”.
Dunque giusto che lo Stato, già soffocato
di suo, si accolli anche questa spesa? Dubitiamo.
Passiamo alla seconda delle obiezioni contro
questa libera distribuzione: si farebbe, come
detto sopra, per limitare gli aborti come contraccettivi
e la diffusione di infezioni. Per quanto riguarda
gli aborti, la questione è delicata e
calda già di sé, in questi giorni;
tuttavia dubito che si risolva qualcosa regalando
preservativi, perché mi viene da pensare
che la ragazzina, che a 15 anni si è
fatta ingravidare da un tizio che conosce da
tre giorni, il quale ha almeno un paio di anni
più di lei e, stranamente questa volta
in modo puntuale, si “ritira” appena
lei gli comunica del nascituro, se avesse applicato
il buon senso un preservativo l’avrebbe
fatto indossare – o comunque l’avrebbe
comprato da sé. È che spesso si
ha a che fare con l’ignoranza –
e non nel senso offensivo del termine –
delle persone, di coloro che si fidano dello
sconosciuto dalla promessa facile, dal “tranquilla,
che esco in tempo” e allora via, niente
preservativo perché lui le ha detto che
“altrimenti non mi tira”, la pillola
no perché “chi lo dice a mia mamma?”,
“ma sì, figuriamoci se deve capitare
proprio a me” e poi – zac! –
si scoprono incinte e ricorrono al contraccettivo
– nonostante il motivo della sua esistenza
non sia questo - più affidabile che si
conosca, l’aborto.
Per casi come questi – come del resto
per coloro che, dall’alto della loro spavalderia,
non temono l’Aids – non bisognerebbe
distribuire i preservativi gratis. Non li acquistano
mica perché costano troppo – e
anche se fosse, una persona non bada a spese
per prevenire un virus mortale – nossignori.
Perché non sono educati. Perché
nonostante tutto sono ancora ragazzini ingenui,
che con i preservativi già per altro
abbondantemente distribuiti gratis non dal Governo
ma dai vari sponsor fuori dalle discoteche,
ci fanno i palloncini. E si divertono. Se il
governo vuole prevenire l’abuso ingiustificato
e selvaggio degli aborti o il calo di diffusione
dell’Aids dovrebbe potenziare le sue campagne
informative, dovrebbe educare le famiglie al
maggior dialogo e consiglio con i propri figli.
E non sparare condom addosso agli italiani,
e buttare così via i soldi.
La linea
Buttiglione: Si al condom solo in casi estremi
D.Ministro Rocco Buttiglione,
Benedetto XVI vuole combattere l'l'AIDS con
la castità e fedeltà.
R. Il Papa fa il Papa. Non è un esperto
di prevenzione. Parla di un principio morale
fondamentale.
D. Ma nel mondo ci sono 40 milioni
di malati, la metà sono donne, moltissimi
i bambini.
R. Se a Vattelapesca c'è la peste bubbonica,
mi sembra ovvio, banale dire:evitate di andare
a Vattelapesca. Mi meravigliano queste ricorrenti
campagne contro la Chiesa che hanno come unico
scopo quello di diffamare chi è fedele,
chi preferisce astenersi, chi conduce una vita
guidata da principi morali.
D.Come lei dice, il Papa non è
un esperto di prevenzione, bisogna allora far
parlare la medicina, bisognerebbe cominciare
con il preservativo.
R. E perchè? L'incidenza della malattia
tra chi adotta quegli stili di vita è
minore rispetto a chi si affida soltanto al
preservativo. Dunque, l'astinenza , la fedeltà
sono regole banali di profilassi, vale la pena
di consigliarle. Io respingo il tentativo di
irridere alla fedeltà coniugale, di considerarla
un relitto del passato.
D. D'accordo, il Papa fa il suo mestiere.
Ma la politica deve dare risposte concrete ai
problemi.
R.Per il politico cristiano l'AIDS si affronta
ricordando che la prima regola è di non
mettersi in condizione di contrarre la malattia.
Evitate gli stili di vita che possono mettervi
a rischio, evitate una sessualità promiscua,
mantenetevi fedeli nella coppia, e questo vale
anche per le coppie omosessuali. Se poi per
qualche ragione non lo si può, non lo
si vuole fare, se a Vattelapesca ci si deve
andare per forza, allora almeno proteggetevi
con il preservativo.
D. La dichiarazione di 22 Stati dell'UE
critica il messaggio di astinenza lanciato da
Bush ai governi africani.
R. Bush in realtà dice cose molto simili
alle mie. Lo scandalo sono le lobbies all'interno
dell'UE che, ho il sospetto, al solo sentir
parlare di fedeltà hanno i brividi. L'UE
non ha competenze in materia, la competenza
è dei singoli Stati, farebbe meglio quindi
a non lasciare messaggi che non le competono,
a non fare dichiarazioni a vanvera che alimentano
soltanto la diffidenza verso le istituzioni
comunitarie.
tratto
da: Corriere della Sera
'PORNO
TAX' IN FINANZIARIA: UN 20% IN PIU' DI TASSE
PER TUTTI
ROMA - La “Porno-tax”.
Ecco l’ultima fantasia, forse anche un
po’ morbosa, del Governo Berlusconi. Tassare
i prodotti di consumo inerenti al sesso: dvd,
videocassette, giochi e giochini vari che hanno
fatto la felicità degli amanti del settore.
Una tassa pari al 20% del valore del bene acquistato
nei negozi o su internet.
E la frase “Meno tasse per tutti”
e tutti i polpettoni del Premier contro le tasse?
Complimenti. Stanno tassando l’incredibile.
La certezza è che pochi si lamenteranno
perché pochi hanno il coraggio di ammettere
di aver acquistato prodotti “da sesso”.
Gli altri? Menti occluse.
Ci spieghino, inoltre, cosa è porno
e cosa no. Dipende dalla morale soggettiva e
dalle idee più o meno bigotte o di libertà
che ognuno di noi ha. E’ come se qualcuno
volesse tassare la luce del giorno perché
ama la notte. Ridicolo.
E sì perché se vissuto con gioia
il sesso può essere divertente. Viene
da pensare che in Alleanza Nazionale, partito
che ha proposto la “Porno-tax” i
figli dei deputati e di tutti i tesserati li
abbia portati la cicogna o siano stati trovati
veramente sotto un cavolo.
Immaginiamo, ognuno scelga chi vuole, la faccia
di un esponente nazionale di An – uno
di quelli famosissimi – che va dal fruttivendolo.
Compra un cavolo e sotto ci trova un bambino.
Oppure che la cicogna abbia bussato alla loro
porta e lasciato un fagottino degno dei migliori
cartoni animati di Tom & Jerry.
Tassare il sesso. Tasseranno anche i preservativi
e l’onanismo?
E i documentari dove si vedono due cinghiali
che si accoppiano? Sono anche quelle scene di
sesso? Sarà tassato il conduttore? La
produzione? O, come al solito gli italiani spettatori
paragonabili a dei maniaci (sono anche di più
e l’introito maggiore)?
Dietro questa finta morale c’è
la certezza che i prodotti dedicati al sesso
si vendono e hanno mercato (vedi i grandi quartieri
a luci rosse delle capitali europee, tranne,
chiaramente quelle italiane).
C’è un’ondata, in Italia,
di falso moralismo e di ipocrisia che è
incredibile. Se il Governo è costretto
a tassare il sesso vuol dire che è proprio
al lumicino. Di soldi e di idee. Vergogna.
Gabriele B. Fallica
Direttore “libero” di Assud
Verdi: fuori luogo
sarcasmo Storace su preservativi
“Nell’attacco
che Storace lancia contro componenti della sua
stessa maggioranza che hanno proposto la distribuzione
gratuita dei preservativi, di curioso e di drammaticamente
offensivo c’è solo il suo sarcasmo
nell’affermare, in modo del tutto superficiale,
che i vaccini sono più importanti dei
profilattici - ha dichiarato la deputata verde
Luana Zanella (commissione Affari Sociali).
Ma Storace lo sa che l'uso dei preservativi
è la maggiore forma di prevenzione contro
la diffusione dell’Hiv? Sono dichiarazioni
ancora più gravi perché pronunciate
da un ministro della Salute appena dopo la giornata
mondiale contro l’Aids che registra in
Italia un importante aumento di casi di infezione
da Hiv oltre alla più totale mancanza
di campagne preventive e di informazioni anche
tra i più giovani.”. Battute come
queste – conclude Zanella – sono
dannose e fanno passare il messaggio, sbagliato,
che l’uso dei profilattici non è
una prevenzione importante”.
Luana zanella