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Il processo di produzione

La materia prima: il Lattice
Tra le varie specie di caucciù, grandi alberi appartenenti alla famiglia delle Euforbiacee, la più famosa ed importante è l'Hevea brasiliensis, da cui si ricava il lattice utilizzato per la produzione dei preservativi.
Per quanto riguarda la scoperta dell'Hevea, nel 1735 il francese Charles de la Condamine visitò l'"Upper Orinoco River" in Venezuela. Nello stato di Amazonas, nei pressi della città di Esmeralda, egli notò che gli indigeni realizzavano bottiglie di caucciù, a partire dal lattice che colava dalla corteccia di un albero dopo che questo era stato tagliato. Essi creavano una forma di argilla intorno ad un bastone e la immergevano in un contenitore di lattice fresco. Quando il lattice si induriva, veniva tolta la forma e la bottiglia di caucciù era pronta.
Pur essendo originario dell'Amazzonia, l'albero della gomma è coltivato anche in Indonesia, nella penisola malese e nello Sri Lanka. E' alto una ventina di metri, le foglie sono alterne, ellittiche o lanceolate, lunghe da 5 a 60 cm, acuminate, glabre. I fiori, in pannocchie terminali, sono apetali, piccoli, con calice bianco a cinque lobi. Il frutto è una grande capsula che si apre in cocchi bivalvi. Ma il carattere più importante della pianta è la presenza del lattice in vasi lactiferi della corteccia e della zona liberiana. Questo lattice fornisce il caucciù di Hevea o para, che ne fa parte per il 30-40%.
L'estrazione del lattice avviene praticando incisioni diagonali nella corteccia dell'albero della gomma. Da ogni incisione, che si estende per un terzo o metà dell'intera circonferenza del tronco, si ricavano circa 30ml di lattice. Nelle piantagioni vengono coltivati circa 200-250 alberi per ettaro, in modo da ottenere una resa annua di circa 450 Kg per ettaro.

Il nuovo orizzonte del Duron ®
In molti campi la tecnologia ha fatto progressi giganteschi e ciò vale anche per il profilattico.
Pur avendo una storia antica, il "prodotto moderno" è frutto di una messa a punto tecnologica realizzata solo negli ultimi decenni.
Una delle ultime rivoluzioni si è avuta nella materia prima utilizzata, con la realizzazione del Duron ideata dalla Durex e utilizzata per il proprio prodotto Avanti.
Il Duron è un'esclusiva formulazione che consente ad un materiale sintetico, il poliuretano, di acquisire elasticità e morbidezza al tatto. Questo speciale materiale consente di ottenere ciò che prima sembrava impensabile ossia uno spessore minimo abbinato ad una resistenza massima. Insomma doppia resistenza in metà spessore.
Il Duron inoltre assicura una buona conduttività termica, garantendo così un'immediata trasmissione della temperatura corporea e di qui la massima naturalezza delle sensazioni.
Il Duron essendo realizzato dal poliueretano è particolarmente indicato per le persone che sono allergiche al lattice.
Ricordiamo che il poliuretano è stato utilizzato anche per la realizzazione del primo preservativo femminile.

Le fasi di produzione
Nel processo di produzione dei profilattici sono rinvenibili 4 precise fasi di lavorazione: Compound, Dipping, Testing, Foil-packing.
La fabbricazione del profilattico comincia nelle piantagioni della Malesia con l'estrazione del lattice di gomma che viene poi purificato e lavorato in condizioni di igiene assoluta (un esempio di tali misure igieniche è che l'aria degli ambienti di lavoro viene accurata, mente filtrata per evitare inquinamenti da pulviscolo atmosferico o da altre sostanze mentre il personale è obbligato ad indossare abiti da sala operatoria).
Poiché il lattice è un prodotto naturale, molto simile al latte, esso può coagulare o diventare acido. Pertanto va trattato con alcuni elementi additivi, quali gli antiossidanti, acceleranti del successivo processo di vulcanizzazione, stabilizzatori e conservanti.
Questa prima fase viene detta Compound.
Nel lattice trattato vengono immerse forme di vetro che ruotano per garantire la massima uniformità di distribuzione del materiale. Dopo un primo essiccamento con raggi infrarossi si effettua una seconda immersione alla quale segue la vulcanizzazione in forno della pellicola elastica. Il prodotto finito viene staccato dalla matrice con un getto d'acqua, lavato, asciugato ed inviato al confezionamento. Prima però deve subire severi controlli. Segue il confezionamento in camera sterile, contemporaneo alla deposizione di una goccia di lubrificante siliconico che si distribuisce uniformemente. La seconda fase, Dipping, consiste nell'immergere delle forme di vetro nella miscela di lattice, che è mantenuta a temperatura controllata in una cisterna. Uno strato quasi invisibile di film in lattice aderisce alla parete delle forme, le quali ruotano per garantire la distribuzione uniforme del prodotto sulla superficie. Dopo un primo essiccamento del rivestimento (effettuato a raggi infrarossi) le forme subiscono una seconda immersione, durante la quale le estremità aperte dei preservativi appena immersi sono arrotolate a formare un cintura. Segue la vulcanizzazione in forno della pellicola elastica per l'asciugatura.
Successivamente il prodotto finito viene staccato dalle forme con un getto d'acqua ad alta pressione.
Nella terza fase, Testing, i preservativi vengono sottoposti a rigorosi test elettronici: il profilattico passa in tutta la sua forma in un campo elettrico ad alto voltaggio. Si ha quindi l'eliminazione dei prodotti difettosi, mentre quelli che superano il test sono arrotolati. Tra gli ulteriori test effettuati c'è quello di gonfiaggio, che, consistendo nel gonfiare il preservativo fino a quando non raggiunge il punto di rottura, permette di verificare la sua elasticità e resistenza.

Dopo i test elettronici, da ogni lotto vengono prelevati dei campioni per un ulteriore controllo di qualità. Si tratta di riempirli di acqua e sospenderli per alcuni minuti. La più piccola fuga di liquido è poi individuata arrotolando i preservativi su carta assorbente. Inoltre, per verificare la resistenza fisica, alcuni campioni vengono fatti invecchiare artificialmente, attraverso temperature elevate, allo scopo di essere sicuri della loro qualità alla fine del loro ciclo di vita di cinque anni.
Una volta superati i test, viene avviata l'ultima fase, la Foil-packing, che consite nel confezionamento in camera sterile del prodotto finito, contemporaneo alla deposizione di una goccia di lubrificante siliconico che si distribuisce uniformemente.
Il singolo profilattico viene imbustato in un film di poliaccoppiato e, allo stesso tempo, si verifica l'immissione del lubrificante. Le ultime fasi consistono nella formazione delle confezioni multiple.

Gli aromatizzati
Alla banana, alla fragola, alla menta e tanti altri ancora. La tecnologia ha offerto nel tempo la possibilità di differenziare sempre più l'offerta di profilattici, cercando di mutare il terzo incomodo in simpatico compagno di giochi sessuali.
Di qui i cosiddetti Aromatizzati: profilattici identici agli altri dal punto di vista delle caratteristiche tecniche (dimensione, spessore) ma colorati e profumati ai sapori di frutta.
Il processo di fabbricazione prevede la colorazione del film di gomma di lattice con sostanze naturali e la successiva vulcanizzazione.
Gli aromi vengono addizionati al lubrificante del profilattico stesso (non vi è aggiunta quindi di sostanze profumate / aromatizzate al film di gomma).

 

 
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