Quando si sceglie di utilizzare il preservativo come
metodo contraccettivo, la domanda più frequente
è: posso fidarmi di un cappuccio in lattice?
Quante probabilità ci sono che si rompa? Quanto
è resistente?
I preservativi si producono secondo la norma europea
EN 600:1996, che stabilisce i requisiti
minimi di qualità in base al quale possono
essere venduti solo i preservativi che hanno i requisiti
minimi (lunghezza, larghezza, spessore, impermeabilità,
ecc) e superato i test di controllo in fase di produzione.
Nella fase finale di produzione infatti, il preservativo
viene sottoposto al processo chiamato Testing:
- il profilattico passa in tutta la sua forma in
un campo elettrico ad alto voltaggio.
Si ha quindi l'eliminazione dei prodotti difettosi,
mentre quelli che superano il test sono arrotolati.
- Test di gonfiaggio, che, consiste
nel gonfiare il preservativo fino a quando non raggiunge
il punto di rottura, permette di verificare la sua
elasticità e resistenza.
- I preservativi vengono riempiti di acqua
e lasciati sospesi per alcuni minuti. La più
piccola fuga di liquido è poi individuata arrotolando
i preservativi su carta assorbente
- test di resistenza fisica: alcuni
campioni vengono fatti invecchiare artificialmente,
attraverso temperature elevate, allo scopo di essere
sicuri della loro qualità alla fine del loro
ciclo di vita di cinque anni.
A questo punto possiamo già affermare che
il preservativo di per se è molto resistente
e a meno che non venga maltrattato, tenuto in cattive
condizioni (auto, fonti di calore, portafogli, ecc..)
è molto difficile che si rompi.
Alcune dimostrazioni:
Riesce a contenere vari litri
di acqua

Riesce a contenere la testa di un uomo:
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