Il
partner non si sceglie solo con la vista.
C’è un altro senso che, nell’universo
della sessualità, la fa da padrone:
l’olfatto. È un elemento
primordiale di richiamo sessuale. Gli
odori innescano potenti meccanismi erotici,
stimolano il desiderio, accendono la sensualità.
Il profumo del partner, l’odore
della sua pelle nuda più che quello
delle essenze di cui è cosparso,
è di per sé un potente afrodisiaco.
Proprio l’odore emanato dal corpo,
fragranza unica ed esclusiva di ogni persona,
è uno degli elementi più
forti di attrazione o repulsione sessuale.
Può scatenare un desiderio sfrenato
o bloccare irrimediabilmente la carica
erotica.
È
noto a tutti che la percezione degli odori
è mediata da un sistema neuronale
che ha la sua origine nel naso. Esiste
però un sistema olfattivo parallelo,
a quello principale, che prende il nome
di sistema olfattivo accessorio, deputato
al riconoscimento di sostanze particolari
prodotte da altri individui della stessa
specie, dette feromoni.
Il ruolo principale dei feromoni è
di influenzare il comportamento sessuale.
Sono sostanze prodotte dal corpo (dalle
ghiandole presenti in bocca, ascelle,
seno, area genitale), capaci di provocare
una risposta comportamentale. Ci sono
i feromoni definiti “di segnalazione
veloce” e quelli ad azione ritardata.
I primi inducono cambiamenti immediati
nella persona che li “riceve”,
scatenando atteggiamenti diversi: attrazione,
eccitazione, allarme, paura, aggressività.
Non solo. Mediano i principali comportamenti
sociali all’interno di un gruppo:
aggregarsi, disperdersi o difendersi.
E poi, il loro ruolo principe nell’attrazione
sessuale.
I feromoni ad azione ritardata agiscono
fin dalla vita perinatale, ma condizionano
anche la vita adulta attraverso la memoria
olfattiva, uno dei pilastri della compatibilità
affettiva e sessuale.
I feromoni sessuali
Una categoria
di segnali odorosi prodotti dagli animali,
umani compresi, ha una funzione sessuale.
La produzione di questi feromoni s’iscrive
nel contesto di un processo primordiale,
la selezione sessuale.
La
selezione sessuale ha vari aspetti, i
principali sono la scelta del partner,
la competizione tra individui dello stesso
sesso per la conquista del partner e la
competizione per arrivare per primo al
partner potenziale. Tutti questi meccanismi
possono essere influenzati o a volte interamente
regolati dalla comunicazione feromonale.
Nel
processo riproduttivo, la femmina investe
molto di più del maschio. Lo sforzo
della produzione di sperma non è
paragonabile con quello richiesto dalla
maturazione dell’ovulo che dura
spesso fino alla nascita del piccolo.
Perciò la femmina ha una capacità
riproduttiva molto limitata mentre il
maschio può cercare di trasmettere
i suoi geni fecondando ben più
di una sola femmina durante la sua “stagione
riproduttiva”.
Questo
fatto biologico è all’origine
della competizione universale tra i maschi
per conquistare le femmine. E’ quindi
la femmina a sceglier il maschio fra i
corteggiatori in funzione di criteri quali
l’apparenza fisica, la voce e sicuramente
anche il suo odore.
In
effetti il processo di riproduzione è
un vero duetto di comunicazione olfattiva
che inizia con la femmina che pubblicizza
con il proprio odore la sua disponibilità
all’accoppiamento ed il suo stato
di ovulazione. Questo feromone stimola
sia il comportamento sessuale del maschio
che la sua produzione di sperma.
Il
comportamento sessuale del maschio comprende
a sua volta la produzione di feromoni
che hanno le funzioni di comunicare alla
femmina informazioni che la aiuteranno
nella scelta del partner: stato di salute,
maturità sessuale, compatibilità
genetica ed anche il rango nella gerarchia
sociale del gruppo. Spesso i maschi dominanti
producono un feromone che li identifica
come tali e non è detto che questo,
in una certa misura, non sia il caso anche
nella specie umana.
Il
feromone del maschio dominante è
prediletto dalle femmine e, in alcune
specie, agisce anche sugli altri maschi
del gruppo inibendo il loro comportamento
sessuale.
Un
esempio che illustra bene questo è
quello del serpente rosso. Quando la femmina
esce dalla tana in primavera è
immediatamente circondata da un centinaio
di maschi attratti dal suo profumo (un
feromone). Nel groviglio che si forma,
i maschi cercano di accoppiarsi con la
femmina. Appena uno di questi ci riesce,
rilascia feromoni che fanno disperdere
rapidamente gli altri.
Nella
natura, l’odore feromonale del maschio
non solo lo identifica, ma rivela il suo
valore intrinseco: la sua compatibilità
genetica, il suo stato di salute, la sua
dieta, il suo stato di maturità
sessuale ed anche il suo statuto sociale
all’interno del gruppo. Queste informazioni
permetteranno alla femmina di scegliere
il partner più appropriato fra
i suoi corteggiatori.
I
feromoni non influenzano solo l’odore,
ma anche il gusto: ecco perché
se l’odore del partner piace, piace
anche il gusto dei suoi baci. L’affinità
gustativa e olfattiva la dice lunga sulla
prognosi sessuale della coppia: si può
litigare da mane a sera, ma se l’odore
e il gusto piacciono l’intesa sotto
le lenzuola è buona; si può
andare d’accordo su tutto, ma se
l’odore e il gusto non piacciono
(o non piacciono più), la prognosi
sessuale è riservata.
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