| Il
primo tentativo di controllo delle nascite: Onan
Dall'inizio dei tempi l'uomo ha sempre avuto come scopo
primario quello di riprodursi ma anche quello di evitare
di riprodursi per i più svariati motivi.
Sicuramente il primo esempio documentato fu Onan che
per evitare di fecondare Tamara, la moglie del suo defunto
fratello, preferì spargere il seme sulla terra piuttosto
che dentro di lei. Per questo motivo fu punito da Dio.
Sicuramente possiamo dire che oltre ad aver permesso
la coniazione del termine "Onanismo", Onan aveva
inventato il "Coito Interrotto".
Gli Egiziani nel 1350 a.C.
Alcune importanti testimonianze
ci arrivano dagli antichi Egizi dei Faraoni: è del 1350
a.C. una scultura che lascia immaginare l'uso dell'oggetto
rappresentato.
Gli egiziani furono i primi ad utilizzare vesciche
ed intestini di animali ben oliati (il primo lubrificante)
per i loro rapporti sessuali.
Essi utilizzavano anche preservativi di tessuto, ma
questi oltre ad un preciso scopo decorativo non avevano
nessuna utilità nel controllo delle nascite.
I cinesi e I Giapponesi del 1000
a.C.
E' diffusa convinzione che gli inventori dell'attuale
preservativo furono i cinesi che allo scopo cominciarono
ad usare fogli di carta oleata opportunamente sagomata.
I loro più rudi vicini di casa, i Giapponesi, usavano
cilindretti di cuoio o scaglie di tartaruga rese flessibili
da soluzioni alcaline.
Gli Europei nel 200 a.C.
In Europa l'antesignano di quello che oggi viene tecnicamente
considerato un presidio sanitario arriva nel II sec.
a.C. come testimoniamo dei disegni ad incisione ritrovati
nelle caverne di Combarelles in Dordogna.
Purtroppo poco si sa sui materiali impiegati ma si ritiene
che con molta probabilità si trattasse di intestini
di animali.
Anche i romani utilizzavano dei preservativi costruiti
con gli intestini essiccati delle pecore. Soprattutto
i soldati quando fraternizzavano con le donne durante
le loro lunghe campagne lontano da Roma, li usavano
per proteggersi dalle malattie.
Il Rinascimento
I raffinati del Rinascimento si inventarono l'utilizzo
di fodere di lino sottilissime ma riccamente decorate
che prima dell'uso immergevano in infusi astringenti.
Ovviamente tali oggetti erano di uso esclusivo delle
classi socialmente più elevate.
La scoperta dell'America
portò in Europa, tramite le navi del Re di Spagna,
oro, argento, i semi della patata e del pomodoro ed
in più uno scomodo clandestino: un virus che
una volta sbarcato si rivelò responsabile di una malattia
che il medico Gabriele Falloppio descrisse come "il
morbo gallico" e che poi nel linguaggio corrente
fu denominata sifilide.
Lo stesso Falloppio diede qualche indicazione per evitare
il contagio: utilizzare la fodera di lino con una soluzione
disinfettante. L'emergenza fece si che il profilattico
cessasse di essere appannaggio dei ricchi e che
persino le soldatesche impegnate nelle lunghissime campagne
militari dell'epoca ne facessero uso: presso Birmingham,
nei sotterranei del castello di Dudley, sono stati ritrovati
alcuni esemplari di profilattico (fatti di intestini
di animali o pesci) probabilmente usati al tempo della
guerra civile tra l'esercito di Oliver Cromwell e le
milizie di Carlo I (1640).
A proposito di Falloppio, ricordiamo che egli fu
un famoso studioso dell'anatomia femminile e si deve
a lui il nome delle Tube (Tube di Falloppio).
Casanova e il XVIII secolo
L'innovazione del profilattico fu introdotta da Carlo
II ed ebbe un grande successo. Nelle corti gli uomini
li usavano e venivano regolarmente venduti. Ogni venditore
pubblicizzava la loro efficacia. Normalmente veniva
utilizzato l'intestino di agnello o capra e persino
la seta per produrre profilattici; questi venivano
fissati al pene con un nastro che si trovava al lato
dell'apertura ed erano riutilizzabili.
Naturalmente i moralisti li criticavano. Sostenevano
che i profilattici avrebbero portato al deterioramento
della razza umana incoraggiando il sesso primo del matrimonio,
la prostituzione e l'adulterio. Ignorando i loro precetti
un famosissimo libertino, Casanova utilizzava un
preservativo fatto di tela di lino nei suo incontri
galanti e lo chiamava il "cappotto inglese".
Una corazza contro il piacere
Cosi venivano definiti i rudimentali strumenti utilizzati
come preservativi.
Per fortuna il progresso era alle porte. Nel 1870
un pionere dell'industria della gomma, certo Good
Year, deposita il brevetto di vulcanizzazione della
gomma. Cinque anni più tardi inizia la produzione in
massa dei preservativi di gomma.
Il processo di fabbricazione ha, ovviamente, subito
nel tempo modifiche ed evoluzioni a mano a mano che
la tecnologia avanzava.
L'evoluzione ha interessato sia le tecniche di purificazione
del lattice che l'adozione di più efficaci lubrificanti
e spermicidi.
Ad esempio, il talco usato come rivestimento ha lasciato
il posto all'amido di riso o mais, oppure a finissime
polveri minerali , fisiologicamente inerti.
I lubrificanti nell'80% dei casi sono oli di silicone.
Ma si stanno affermando composti a base acquosa costituiti
da addensanti usati da tempo nelle industrie alimentari
e cosmetica.
Un piccolo giallo
Qual è l'origine del nome condom con il quale il preservativo
viene chiamato nei paesi di lingua anglossassone?
Alcuni dicono dal nome del dottor Condom, medico della
corte inglese che tentò in ogni modo di evitare al suo
sovrano l'imbarazzo di un eccessivo numero di figli
illegittimi.
Altri derivano il nome dalla cittadina francese di Condom
nel dipartimento di Gres, le cui macellerie fornivano
gli intestini di agnello da ammorbidire con olio di
mandorle prima di ogni incontro amoroso.
E se il nome fosse di origine latina, dal verbo "condere"
che significa nascondere, difendere, proteggere? |