{"id":1012725,"date":"2008-05-22T15:25:52","date_gmt":"2008-05-22T13:25:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comodo.it\/blog\/?page_id=1012725"},"modified":"2019-08-30T15:49:03","modified_gmt":"2019-08-30T13:49:03","slug":"le-malattie-a-trasmissione-sessuale-mts","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/le-malattie-a-trasmissione-sessuale-mts\/","title":{"rendered":"Le malattie a trasmissione sessuale (MTS)"},"content":{"rendered":"<h2>I numeri<\/h2>\n<p>L\u2019Aids \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 temibile tra <a href=\"\/blog\/categoria\/malattie-sessualmente-trasmissibili\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">le malattie a trasmissione sessuale<\/a>\u00a0(Mts), ma non \u00e8 certo l\u2019unica e nemmeno la pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n<p>Si contano, infatti, oltre venti patologie causate da microrganismi (virus, batteri, funghi e parassiti) che utilizzano il sesso come veicolo per aggredire l\u2019organismo. Sono infezioni che colpiscono ogni anno qualcosa come 330 milioni di individui nel mondo, anche se, nella maggior parte dei casi, esiste una cura in grado di sconfiggerle.<\/p>\n<p>Lo stesso, purtroppo, non si pu\u00f2 dire dell\u2019Aids, che per\u00f2 fa registrare un numero di contagi annui nettamente inferiore: 5 milioni circa. Il disturbo pi\u00f9 comune \u00e8 la tricomoniasi (120 milioni di nuovi casi all\u2019anno), seguita dalla clamidia (50 milioni) e dalla gonorrea (25 milioni).<\/p>\n<h2>Le modalit\u00e0 di trasmissione<\/h2>\n<p>Lo dice il nome stesso: le Mts si trasmettono prevalentemente attraverso un atto sessuale.<\/p>\n<p>I microrganismi che ne sono responsabili sfruttano infatti il contatto diretto dei liquidi organici (sperma e secrezioni vaginali) con le mucose per impiantarsi nell\u2019organismo, dove possono vivere e moltiplicarsi. Ma il contagio non si verifica solo nel corso dei cosiddetti rapporti completi. Anche quelli anali e, seppure in misura minore, quelli orali possono risultare a rischio.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da escludere, inoltre, che alcune malattie (per esempio i condilomi) si propaghino grazie alla condivisione di biancheria, asciugamani e articoli intimi in genere. \u00c8 comunque poco probabile dal momento che i suddetti microrganismi hanno scarse possibilit\u00e0 di sopravvivere nell\u2019ambiente esterno.<\/p>\n<p>Impossibile, invece, contrarre una Mts per mezzo di tosse e starnuti, come pure per mezzo dei comuni contatti sociali (per esempio frequentando piscine o servendosi dei bagni pubblici). A patto, naturalmente, che si rispettino le pi\u00f9 elementari norme igieniche.<\/p>\n<h2>I soggetti a rischio<\/h2>\n<p>Anche un solo contatto intimo con una persona gi\u00e0 infetta \u00e8 sufficiente per contrarre una malattia a trasmissione sessuale. Va da s\u00e9 che le probabilit\u00e0 aumentano in proporzione al numero dei compagni di letto. Gli individui maggiormente a rischio, pertanto, sono quelli che hanno rapporti con partner diversi, specie se occasionali. Ci\u00f2 non significa che le relazioni stabili siano immuni da insidie.<\/p>\n<p>I germi responsabili delle Mts, infatti, possono essere presenti nell\u2019organismo da molto tempo senza provocare alcun sintomo. In tal caso il soggetto malato, non sapendo di esserlo, pu\u00f2 trasmettere l\u2019infezione al proprio partner.<\/p>\n<h2>I sintomi<\/h2>\n<p>Inizialmente il soggetto portatore di una malattia a trasmissione sessuale pu\u00f2 non presentare sintomi, oppure questi possono essere talmente lievi e vaghi da rendere difficile la diagnosi. A volte, poi, i segni dell\u2019infezione non sono visibili perch\u00e9 si manifestano all\u2019interno del corpo.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi, tuttavia, sono piuttosto evidenti e la loro gravit\u00e0 varia in funzione del tipo di patologia e della tempestivit\u00e0 con cui la stessa \u00e8 affrontata.<\/p>\n<div class=\"riquadro\">\n<h3>Questi i sintomi pi\u00f9 comuni:<\/h3>\n<ol>\n<li>perdite vaginali anomale per quantit\u00e0, odore o colore<\/li>\n<li>secrezioni uretrali<\/li>\n<li>prurito, bruciore o dolore associato alla minzione (atto di urinare) o ai rapporti sessuali<\/li>\n<li>piccole ulcere, bolle o vescicole nella zona genitale.<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<h2>Le conseguenze<\/h2>\n<p>A eccezione di Aids ed epatiti, patologie per le quali non esistono ancora terapie risolutive, le Mts non comportano gravi conseguenze in termini di salute. Le malattie veneree \u201cclassiche\u201d come sifilide\u00a0e gonorrea, che hanno seminato il panico fino agli anni Quaranta, sono oggi pericolose quanto un comune raffreddore grazie alla comparsa degli antibiotici. Candida\u00a0e tricomoniasi, invece, causano banali infezioni all\u2019ultimo tratto delle vie urinarie (balaniti e uretriti nell\u2019uomo, vulviti e vaginiti nella donna), curabili con l\u2019applicazione locale di creme.<\/p>\n<p>Attenzione, per\u00f2. La completa guarigione \u00e8 possibile solo se il disturbo viene diagnosticato e trattato tempestivamente. In caso contrario si rischia non solo di contagiare altre persone, ma pure di andare incontro a numerose complicazioni.<\/p>\n<p>Virus quali l\u2019herpes genitale e il papilloma umano, ad esempio, sono chiamati in causa nell\u2019insorgenza delle forme pre-tumorali e tumorali che interessano il collo dell\u2019utero. Infezioni come la clamidia e la stessa gonorrea, poi, possono raggiungere i testicoli e la prostata nell\u2019uomo, nonch\u00e9 le parti alte dell\u2019apparato genitale nelle donne (utero, ovaie, tube).<\/p>\n<p>Le conseguenze pi\u00f9 pesanti sono rappresentate dalla malattia infiammatoria pelvica o Pid (solo per le donne) e dalla sterilit\u00e0. Si tratta, comunque, di casi estremi. In genere le Mts si limitano ad attaccare le parti del corpo coinvolte nel contatto sessuale: la zona genitale e le vie urinarie (uretra e vescica) nel coito tradizionale, la bocca e la gola nei rapporti orali, il retto in quelli anali.<\/p>\n<h2>La prevenzione<\/h2>\n<p>L\u2019unico strumento di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale \u00e8 il preservativo. Detto questo, \u00e8 bene ricordare un paio di regole fondamentali per ridurre i rischi di contagio: &#8211; Bisogna curare sempre l\u2019igiene personale e di coppia, lavando bene i genitali prima e dopo ogni rapporto sessuale.<\/p>\n<p>A tal fine \u00e8 opportuno utilizzare un sapone acido, mentre \u00e8 sconsigliato ricorrere alle lavande vaginali, che possono facilitare l\u2019attecchimento delle infezioni in quanto eliminano le secrezioni femminili. In condizioni normali, infatti, la vagina possiede dei meccanismi di autodetersione che fungono da efficace sistema di difesa. L\u2019uso di lavande interne, quindi, va limitato a particolari situazioni individuate dal medico.<\/p>\n<p>Quando si contrae una malattia a trasmissione sessuale \u00e8 importante informare il partner. Cos\u00ec come \u00e8 importante, a titolo cautelativo, non provare remore nel domandargli se soffre o ha sofferto a sua volta di disturbi analoghi.<\/p>\n<h2>La terapia<\/h2>\n<p>\u00c8 importante rivolgersi subito al medico in presenza dei primi sintomi e quando si sospetta che il proprio partner sia affetto da una malattia a trasmissione sessuale.<\/p>\n<p>In alternativa \u00e8 possibile contattare il consultorio familiare di zona o uno specialista (urologo per l\u2019uomo, ginecologo o dermatologo per la donna).<\/p>\n<p>Di solito basta un semplice colloquio o un rapido esame per accertare l\u2019eventuale contagio. Se necessario, un intervento tempestivo pu\u00f2 risolvere rapidamente il problema, impedendo che degeneri o si estenda ad altre persone.<\/p>\n<p>Naturalmente la terapia va calibrata in base ai microrganismi specifici che hanno causato l\u2019infezione: talvolta \u00e8 sufficiente un trattamento locale, talaltra uno pi\u00f9 energico, che magari coinvolga anche il partner. Solo per le patologie di origine virale (Aids, herpes genitale, epatiti\u00a0e condilomi) non esiste una cura definitiva perch\u00e9 i virus, di solito, restano nell\u2019organismo. In questi casi il recupero potrebbe essere parziale o non avvenire affatto.<\/p>\n<p>A ogni modo la guarigione non garantisce l\u2019immunit\u00e0.<\/p>\n<p>Le Mts, infatti, possono tornare a colpire chi ne ha sofferto in passato ed \u00e8 riuscito a venirne fuori. Un motivo in pi\u00f9 per adottare adeguate forme di prevenzione.<\/p>\n<h2>MTS schema riassuntivo<\/h2>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<th>TIPO INFEZIONE<\/th>\n<th>CAUSA<\/th>\n<th>INCUBAZIONE<\/th>\n<th>TERAPIA<\/th>\n<th>GUARIGIONE<\/th>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Aids (Sindrome da immunodeficienza acquisita)<\/td>\n<td>Hiv &#8211; virus della immunodeficienza umana<\/td>\n<td>Da 2 settimane a 3 mesi dopo il test di sieropositivit\u00e0. Pu\u00f2 manifestarsi anche 12 anni dopo il contagio<\/td>\n<td>Farmaci antiretrovirali<\/td>\n<td>No, non esiste cura in grado di eliminare il virus. Le terapie attuali possono solo prevenire l\u2019evoluzione in malattia<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Sifilide (lue)<\/td>\n<td>Treponema Pallidum o Spirocheta Pallida (batterio)<\/td>\n<td>Circa 3 settimane<\/td>\n<td>Antibiotici<\/td>\n<td>S\u00ec, se il trattamento \u00e8 tempestivo<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Gonorrea (blenoraggia, scolo)<\/td>\n<td>Neisseria Gonorrhoeae (batterio)<\/td>\n<td>Dai 3 ai 10 giorni<\/td>\n<td>Antibiotici<\/td>\n<td>S\u00ec, se il trattamento \u00e8 tempestivo<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Herpes Genitale<\/td>\n<td>Herpes Simplex di tipo 2 (virus)<\/td>\n<td>Dai 2 ai 10 giorni<\/td>\n<td>Sintomatica (farmaci antivirali)<\/td>\n<td>S\u00ec, ma non esiste una cura definitiva. Il virus resta nell\u2019organismo<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Candida (candidosi)<\/td>\n<td>Candida Albicans (fungo)<\/td>\n<td>Da 4 a 8 giorni<\/td>\n<td>Antimicotici<\/td>\n<td>Si<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Cardnerella (vaginosi batterica)<\/td>\n<td>Gardnerella Vaginalis (batterio)<\/td>\n<td>Pochi giorni<\/td>\n<td>Antimicotici<\/td>\n<td>S\u00ec, se il trattamento \u00e8 tempestivo<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Tricomoniasi<\/td>\n<td>Trichomonas Vaginalis (protozoo)<\/td>\n<td>Da 3 a 30 giorni<\/td>\n<td>Trichomonicidi<\/td>\n<td>Si<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Condilomi (creste di gallo)<\/td>\n<td>Hpv &#8211; virus del papilloma umano<\/td>\n<td>Da 1 a 3 mesi<\/td>\n<td>Distruttiva (laser, crioterapia, ecc.)<\/td>\n<td>S\u00ec, talvolta parziale<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Epatite B\/C<\/td>\n<td>Hbv &#8211; virus dell\u2019epatite B e Hcv &#8211; virus dell\u2019epatite C<\/td>\n<td>Da alcune settimane a diversi mesi<\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">Sintomatica (farmaci antivirali)<\/p>\n<\/td>\n<td>Non esiste una terapia efficace con certezza. A volte il virus persiste<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I numeri L\u2019Aids \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 temibile tra le malattie a trasmissione sessuale\u00a0(Mts), ma non \u00e8 certo l\u2019unica e nemmeno la pi\u00f9 diffusa. Si contano, infatti, oltre venti patologie causate da microrganismi (virus, batteri, funghi e parassiti) che utilizzano il sesso come veicolo per aggredire l\u2019organismo. 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