{"id":1023980,"date":"2019-03-29T12:36:28","date_gmt":"2019-03-29T11:36:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/?p=1023980"},"modified":"2019-06-28T15:03:45","modified_gmt":"2019-06-28T13:03:45","slug":"in-viaggio-con-lhiv-dove-andare-e-dove-ancora-vietato-viaggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/in-viaggio-con-lhiv-dove-andare-e-dove-ancora-vietato-viaggiare\/","title":{"rendered":"In viaggio con l\u2019HiV: dove andare e dov&#8217;\u00e8 ancora vietato viaggiare"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1998 quando per prima l\u2019Aids Info Docu Svizzera, l&#8217;ex Centro di Documentazione Aids Svizzero, pubblicava sul web un database dei paesi del mondo in cui era vietato l\u2019ingresso ai sieropositivi. Per la prima volta ai viaggiatori \u201ccol segno +\u201d si dava conto di quegli stati che, in via temporanea e negli interessi della popolazione locale, avevano adottato misure preventive estremamente restrittive.<\/p>\n<p>Seppure incompleto, quell&#8217;elenco rappresentava una buona base di partenza per chi, ignaro dei nuovi divieti, si trovava a combattere, anche in viaggio, uno stigma pi\u00f9 grande di qualsiasi pregiudizio.<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo il \u201cDAH\u201d tedesco, il Deutschen Aids-Hilfe fece di pi\u00f9, cimentandosi in un primo sondaggio molto pi\u00f9 allargato, che raccoglieva le norme di circa 200 diversi Paesi. Oggi il DAH, in collaborazione con IAS (International AIDS Society), EATG (European AIDS Treatment Group) e GNP+ (Global Network of People living with HIV\/AIDS) fornisce online (hivtravel.org) i dati aggiornati e le ultime notizie che riguardano quelle realt\u00e0 (per fortuna poche) in cui ancora vigono normative speciali per l\u2019ingresso delle persone sieropositive.<\/p>\n<h2>In viaggio all&#8217;estero con l\u2019HIV<\/h2>\n<p>Per chi ha un segno + con cui dover condividere l\u2019esistenza, viaggiare non \u00e8 mai semplicissimo: prima di partire occorre procurarsi una scorta di medicinali adeguata, prevedere l\u2019eventualit\u00e0 di malattie \u201cestranee\u201d e disturbi nuovi, premunirsi di tutti gli indirizzi utili, pianificare ogni spostamento. Opportuno \u00e8 anche valutare l\u2019ipotesi di un\u2019assicurazione specifica, in grado di coprire, almeno in parte, spese mediche a copertura delle frequenti malattie o incidenti in cui i sieropositivi incorrono.<\/p>\n<p>Nella maggior parte degli stati \u00e8 possibile viaggiare liberamente, in virt\u00f9 delle lunghe battaglie che associazioni e agenzie internazionali, hanno vinto, in nome del diritto inviolabile alla mobilit\u00e0, che spetta a qualsiasi essere umano.<\/p>\n<p>In Europa, di recente Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Germania e Ungheria hanno abolito ogni restrizione in nome del diritto alla mobilit\u00e0. Le buone notizie riguardano anche Taiwan e Corea del Sud, Indonesia, Ruanda e Turkmenistan, oltre al Canada, che sta rendendo pi\u00f9 facile per le persone affette da HIV ottenere un permesso di soggiorno.<\/p>\n<p>Esistono ancora tuttavia alcuni paesi sparsi per il globo che mantengono in vita barriere diverse nei confronti dei sieropositivi. Le restrizioni vanno dal divieto di permanenza per periodi superiori a tre mesi blocco alla dogana di chi vuole varcare il confine e non presenta uno stato sierologico \u201ccompatibile\u201d con le norme locali. La positivit\u00e0 all\u2019HIV pu\u00f2 essere motivo in questi territori di rigetto delle richieste di visto, di respingimento all\u2019ingresso o addirittura di espulsione.<\/p>\n<h3>I Paesi in cui non \u00e8 possibile viaggiare se si \u00e8 affetti da HIV<\/h3>\n<p>Fino al 2010 il sieropositivo che avesse voluto mettersi in viaggio per la Grande Mela o la Grande Muraglia, non avrebbe avuto chances: sia in Cina che negli Stati Uniti, come in altri 29 Paesi del mondo, era ancora in vigore il divieto totale di accesso alle persone sieropositive.<\/p>\n<p>Oggi la lista dei paesi che prevedono barriere all\u2019ingresso dei malati di HiV si \u00e8 molto ridotta, anche se conta ancora grandi stati turistici come l&#8217;Egitto, la Russia, l&#8217;Arabia Saudita continuano ad espellere i turisti che vivono con l\u2019HIV.<\/p>\n<p>Barriere di ingresso e restrizioni per i soggiorni a breve e lungo termine persistono in molte realt\u00e0. Negli ordinamenti di 13 Paesi esistono ancora leggi punitive che riguardano i soggiorni inferiori a 90 giorni. 49 Paesi limitano i soggiorni di lunga durata di oltre 90 giorni. Le leggi e le pratiche non sono chiare in 24 paesi, mentre 143 paesi non hanno restrizioni.<br \/>\nPrima di mettersi in viaggio, se avete l&#8217;HiV, fate dunque bene attenzione alla meta, affinch\u00e9 la vostra destinazione non sia compresa in uno dei seguenti Paesi<\/p>\n<p><strong>Paesi con barriere di ingresso:<\/strong><br \/>\nBrunei, Guinea equatoriale, Iran, Iraq, Giordania, Isole Salomone, Emirati Arabi Uniti, Yemen. La Russia non contempla il visto per ingressi multipli<\/p>\n<p><strong>Paesi che espellono le persone che vivono con l\u2019HIV:<\/strong><br \/>\nBahrain, Brunei, Cina, Egitto, Guinea equatoriale, Iran, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Malesia, Oman, Russia, Arabia Saudita, Isole Salomone, Emirati Arabi Uniti, Yemen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1998 quando per prima l\u2019Aids Info Docu Svizzera, l&#8217;ex Centro di Documentazione Aids Svizzero, pubblicava sul web un database dei paesi del mondo in cui era vietato l\u2019ingresso ai sieropositivi. 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