{"id":1026957,"date":"2020-08-03T11:42:51","date_gmt":"2020-08-03T09:42:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/?p=1026957"},"modified":"2020-08-03T11:42:51","modified_gmt":"2020-08-03T09:42:51","slug":"la-difficolta-di-pubblicizzare-preservativi-nel-nostro-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/la-difficolta-di-pubblicizzare-preservativi-nel-nostro-paese\/","title":{"rendered":"La difficolt\u00e0 di pubblicizzare preservativi nel nostro Paese"},"content":{"rendered":"<p>Sappiamo che si tratta di &#8220;<strong>dispositivi medici<\/strong>&#8221; qualche volta &#8220;salvavita&#8221;; eppure pubblicizzare i preservativi in Italia non \u00e8 facile. Tra una lunga trafila di autorizzazioni vi spieghiamo perch\u00e9 la promozione dell&#8217;<strong>uso del profilattico in Italia<\/strong> \u00e8 ostacolato dalla burocrazia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una novit\u00e0 che la burocrazia, in Italia, \u00e8 spesso un lungo percorso fatto di ostacoli e ritardi.<br \/>\nQuesto vale anche per la <strong>sponsorizzazione di prodotti venduti a fini diagnostici, terapeutici,<\/strong> di prevenzione o di controllo di una malattia, come i condoms.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la burocrazia dovrebbe ostacolare la vendita di dispositivi sanitari? La ragione principale \u00e8 quella di evitare di promuovere un uso improprio o eccessivo di farmaci o prodotti terapeutici.<br \/>\nQuesto include, inevitabilmente, anche i preservativi, il cui (per\u00f2) abuso non comporta alcun rischio per la salute, al contrario, la promozione potrebbe migliorare la diffusione dell&#8217;<strong>uso del profilattico tra giovani e coppie italiane<\/strong>, al fine di combattere la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili nel nostro Paese.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOggi fare comunicazione sui preservativi \u00e8 molto complicato\u00bb, ha confessato Laura <strong>Savarese,<\/strong> Regulatory &amp; Medical Affairs Director Sud Europa di Reckitt Benckiser, azienda produttrice del marchio Durex&#8230; \u00abNon solo non abbiamo alcuna possibilit\u00e0 di agire con tempestivit\u00e0, ma siamo costretti a rivedere continuamente il contenuto dei nostri materiali. Nel 2019 solo il 16 per cento delle nostre proposte \u00e8 stato accolto senza modifiche. Spesso abbiamo dovuto cambiare i nostri slogan e reimpostare totalmente il nostro linguaggio facendo venire meno il messaggio che Durex si rivolge a tutti, senza distinzioni: coppie e single, comunit\u00e0 LGBTQ+, giovani e meno giovani\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>In Italia vi \u00e8 un continuo scontro tra istituzioni e comunicazione sui <strong>temi della prevenzione sessuale<\/strong>. Nel 2017, <strong>Emanuele Gabardi<\/strong>, docente di Strategia pubblicitaria all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, ha riassunto trent\u2019anni di campagne pubblicitarie contro l\u2019HIV che mette in luce la \u00ab<strong>mediocrit\u00e0 comunicativa<\/strong>\u00bb e lo scarso impatto emotivo delle campagne di promozione, promosse dalle istituzioni italiane.<\/p>\n<p>Come affermato dallo stesso Gabardi: a farla da padrone \u00e8 proprio la banalit\u00e0 di questi messaggi, volti pi\u00f9 ad evitare le critiche della nostra societ\u00e0 perbenista che alla vera <strong>lotta contro la trasmissione di malattie a trasmissione sessuale<\/strong>.<br \/>\nDifferente il discorse per quelle campagne ideate da alcune associazioni non governative, che hanno dimostrato di saper affrontare determinate tematiche con pi\u00f9 originalit\u00e0 ed efficacia. Tra gli esempi di tale efficacia, ricordiamo la <strong>campagna promossa nel 1991 dall\u2019immunologo Fernando Aiuti<\/strong>, durante un congresso in cui si affrontava il problema della probabile diffusione del virus dell\u2019HIV attraverso i contatti per via orale. L&#8217;immunologo, allora, baci\u00f2 sulla bocca una donna sieropositiva, come dimostrazione che il virus non poteva essere trasmesso attraverso i baci. La fotografia scattata a quel bacio fece il giro del mondo.<\/p>\n<p>In Italia, il percorso burocratico di approvazione di una campagna pubblicitaria per prodotti come i preservativi \u00e8 veramente lungo. L\u2019azienda o il marchio, impegnato nella sponsorizzazione, dovr\u00e0 anzitutto chiedere al ministero della Salute il rilascio di un&#8217;autorizzazione a poter effettuare una pubblicit\u00e0 sanitaria. Una volta ideato il messaggio di comunicazione, dovr\u00e0 presentare, diverse domande di autorizzazione che contengano le informazioni dettagliate suu: azienda, prodotto sponsorizzato, tipo di comunicazione e mezzo di diffusione, dovr\u00e0 poi impegnarsi a pagare una tassa. Trascorsi 45 giorni, il Ministero 45 giorni esaminer\u00e0 la richiesta e decider\u00e0 se rifiutare l\u2019autorizzazione, accettarla, oppure richiedere modifiche al marchio o azienda. In quest\u2019ultimo caso, verr\u00e0 riformulata la proposta, allungando la procedura burocratica per diversi giorni.<\/p>\n<p>Ad abbreviare questo percorso burocratico potrebbe essere una legge che da possibilit\u00e0 al <strong>ministero della Salute di agire in tempi pi\u00f9 brevi attraverso proprio decreto<\/strong>, ed esentare alcune categorie di dispositivi dall\u2019obbligo di autorizzazione alla pubblicit\u00e0, ma tale possibilit\u00e0 non \u00e8 ancora considerata.<br \/>\nA gennaio, il <strong>viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri<\/strong>, molto sensibile sul tema ed impegnato nella lotta alle malattie sessualmente trasmissibili come l\u2019AIDS, ha messo il luce le difficolt\u00e0 della promozione dei preservativi come promozione alla <strong>lotta contro le malattie a trasmissione sessuale<\/strong> e non come ostacolo alla salute degli italiani, portando la questione in Parlamento.<\/p>\n<p>\u00abOra che la fase pi\u00f9 dura dell\u2019emergenza COVID-19 \u00e8 stata superata\u00bbinterviene Savarese \u00abci auguriamo che il ministero ritorni sul tema e intervenga definitivamente nel varare il decreto ministeriale per escludere la pubblicit\u00e0 dei preservativi dall\u2019iter autorizzativo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sappiamo che si tratta di &#8220;dispositivi medici&#8221; qualche volta &#8220;salvavita&#8221;; eppure pubblicizzare i preservativi in Italia non \u00e8 facile. Tra una lunga trafila di autorizzazioni vi spieghiamo perch\u00e9 la promozione dell&#8217;uso del profilattico in Italia \u00e8 ostacolato dalla burocrazia. Non \u00e8 una novit\u00e0 che la burocrazia, in Italia, \u00e8 spesso un lungo percorso fatto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":1026958,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[114],"tags":[],"class_list":["post-1026957","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-contraccezione"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1026957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1026957"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1026957\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1026958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1026957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1026957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1026957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}