{"id":40,"date":"2008-05-21T00:00:00","date_gmt":"2008-05-20T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2017-06-01T14:41:44","modified_gmt":"2017-06-01T12:41:44","slug":"la-societa-e-le-persone-coinvolte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/la-societa-e-le-persone-coinvolte\/","title":{"rendered":"AIDS e societ\u00e0: tutte le persone coinvolte"},"content":{"rendered":"<p>Omosessualit\u00e0, prostituzione, sesso occasionale, uso di droghe, ma soprattutto vita e morte: tutte tematiche connesse alla piaga dell&#8217;Hiv\/Aids.<\/p>\n<p>E, proprio come le persone affette dal virus che miete pi\u00f9 vittime al mondo, anche chi \u00e8 direttamente toccato da queste tematiche viene spesso emarginato, disapprovato, nella migliore delle ipotesi compatito.<\/p>\n<p>Talvolta persino da amici e parenti, ossia da coloro che pi\u00f9 di ogni altro dovrebbero stargli vicino, sostenerlo, aiutarlo a vivere meglio il problema, quando non a superarlo. Molti genitori, per esempio, non riescono a confrontarsi con un figlio gay o tossicodipendente. Se ne vergognano, lo trattano con indifferenza e, cos\u00ec facendo, finiscono con l&#8217;allontanarlo.<\/p>\n<p>Facile immaginare, allora, quanto difficile possa essere la condizione psicologica dei sieropositivi e dei malati di Aids, vittime di una societ\u00e0 che sovente li considera alla stregua di mostri o criminali. Un&#8217;autentica minaccia, insomma, per la gente normale&#8221;. Ma la materia non si esaurisce qui e merita una riflessione pi\u00f9 approfondita per ciascuno dei gruppi sociali coinvolti.<\/p>\n<h2>Omosessuali<\/h2>\n<p>Una cosa va detta subito: per gli omosessuali le cose stanno cambiando in meglio. Negli ultimi anni i gay, sia uomini che donne, hanno guadagnato molti punti nella scala della considerazione sociale.<\/p>\n<p>Certo non si pu\u00f2 dire che godano di una stima incondizionata e generalizzata, ma possono senz&#8217;altro muoversi con maggior sicurezza, senza doversi sempre nascondere, n\u00e9 tanto meno sentire in imbarazzo per via delle proprie abitudini sessuali.<\/p>\n<p>Inutile negare, per\u00f2, che la strada verso la definitiva accettazione \u00e8 ancora lunga e tortuosa. Una parte non trascurabile della societ\u00e0, infatti, fatica ancora a interagire con quelli che percepisce come soggetti &#8220;diversi&#8221;. E tanti sono coloro che non nascondono addirittura il proprio disprezzo, arrivando a manifestarlo, in certi casi, con deplorevoli atti di violenza.<\/p>\n<p>Ad alimentare questa ostilit\u00e0 contribuisce non solo la cultura sessuofobica di cui la societ\u00e0 \u00e8 storicamente schiava, ma anche l&#8217;atteggiamento di chiusura verso l&#8217;omosessualit\u00e0 tipico di varie religioni. La discriminazione istituzionalizzata rappresenta un duro colpo per l&#8217;autostima dei gay e fa s\u00ec che essi interiorizzino l&#8217;omofobia altrui, creando cos\u00ec un&#8217;immagine negativa di s\u00e9 stessi. Di qui la loro tendenza a sviluppare pericolosi sensi di colpa, che spesso degenerano in attacchi di ansia, depressione, atteggiamenti autodistruttivi.<\/p>\n<h2>Persone che fanno uso di sostanze stupefacenti<\/h2>\n<p>Chi consuma sostanze stupefacenti non \u00e8 necessariamente un tossicomane perch\u00e9 non ogni &#8220;esperimento&#8221; conduce alla dipendenza.<\/p>\n<p>Chi entra nel tunnel a tutti gli effetti, per\u00f2, si ritrova ben presto intrappolato in un circolo vizioso: bisogno irrinunciabile di droga e possibili sindromi di astinenza, ricorso alla criminalit\u00e0 e alla prostituzione per la necessit\u00e0 di procurarsi la dose, repressione da parte delle forze di polizia e conseguente reclusione in carcere, tentativi di terapia e quasi inevitabili ricadute. Senza dimenticare che frequentare gli ambienti della tossicomania significa, il pi\u00f9 delle volte, piegarsi alle regole del mercato nero con la sua altalena di domanda e offerta, la sua mancanza di certezze circa la qualit\u00e0 delle sostanze. Chi si inietta droga lo fa spesso in condizioni igieniche non ottimali, andando incontro a seri problemi di salute. Coloro che si prostituiscono (non solo le donne), poi, rischiano di contrarre malattie sessualmente trasmissibili perch\u00e9 sono tanti i clienti disposti a pagare di pi\u00f9 per fare sesso senza preservativo.<\/p>\n<p>Altro pericolo sempre in agguato \u00e8 quello di overdose, che pu\u00f2 derivare da molteplici fattori. I pi\u00f9 frequenti sono la droga tagliata male e l&#8217;assunzione simultanea di stupefacenti diversi, ma bisogna stare attenti anche alle ricadute dopo un periodo di disassuefazione e al grado di purezza della sostanza, che varia di volta in volta e che pu\u00f2 improvvisamente rivelarsi troppo elevato. Quello in cui si infila il tossicodipendente non \u00e8 comunque un vicolo cieco, cos\u00ec come la morte non \u00e8 una conseguenza per lui ineluttabile.<\/p>\n<p>Tante persone riescono ad abbandonare la droga facendo leva sulla propria forza di volont\u00e0 o ricorrendo alle terapie ambulatoriali. Non di rado si rivelano efficaci pure le terapie sostitutive, che hanno l&#8217;ulteriore pregio di far uscire il soggetto dall&#8217;illegalit\u00e0, permettendogli di reintegrarsi nella societ\u00e0.<\/p>\n<h2>Persone detenute<\/h2>\n<p>Al pari degli omosessuali, anche le persone che scontano pene di privazione della libert\u00e0 hanno compiuto grossi passi avanti nella lotta contro l&#8217;Hiv\/Aids. Ci\u00f2 grazie soprattutto alla politica distensiva attuata negli ambienti carcerari di alcune nazioni, dove la distribuzione gratuita di preservativi e siringhe non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9 come in passato. Oggi numerosi detenuti omosessuali o alle prese con problemi di droga possono dunque vivere la propria realt\u00e0 con maggiore serenit\u00e0. In alcuni istituti di detenzione, poi, \u00e8 gi\u00e0 prassi consolidata mettere a disposizione dei propri ospiti materiale di iniezione sterile, in modo da scongiurare la trasmissione dell&#8217;Hiv\/Aids e di altre malattie per mezzo di eventuali aghi infetti. La situazione particolare di queste persone rende tuttavia difficile l&#8217;applicazione di adeguate misure preventive.<\/p>\n<p>Il clima di paura e diffidenza caratteristico della prigione, infatti, ostacola non poco l&#8217;opera di informazione e consulenza della quale si avverte ancora un forte bisogno.<\/p>\n<h2>Donne e uomini migranti<\/h2>\n<p>La situazione di maggior disagio, al momento, \u00e8 quella vissuta dalle persone sieropositive provenienti dai paesi in via di sviluppo o da regioni quali l&#8217;Europa centro-orientale e provviste solo di un permesso di soggiorno precario (spesso neanche di quello).<\/p>\n<p>In moti casi essi scoprono di essere infetti solo dopo l&#8217;arrivo nel nuovo paese, quando gi\u00e0 manifestano i primi sintomi. Come se non bastasse, la maggior parte di loro deve far fronte ai problemi pratici derivanti dalla loro condizione di immigrati: non conoscono la lingua nazionale della nazione che li ospita, hanno scarsa confidenza con il sistema sanitario e sociale, hanno alle spalle traumatiche esperienze di guerra, talvolta associate a sevizie e fame.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che l&#8217;aver contratto dell&#8217;Hiv\/Aids rappresenta soltanto la punta dell&#8217;iceberg. Alla base, infatti, c&#8217;\u00e8 tutta una serie di problemi rispetto ai quali persino la salute passa in secondo piano: la permanenza non assicurata nel nuovo paese, il futuro incerto, le condizioni di vita precarie, la mancanza di una rete di familiari e amici. Senza contare che, per chi richiede l&#8217;asilo, la libera scelta del medico \u00e8 comprensibilmente limitata.<\/p>\n<h2>Popolazione generale<\/h2>\n<p>Il numero delle persone affette da Hiv che non appartiene a nessuno dei gruppi sin qui menzionati \u00e8 in aumento. Si tratta di soggetti che, contrariamente ai gay o ai consumatori di droga, non sono uniti dallo spirito di appartenenza alla medesima minoranza, n\u00e9 dall&#8217;esperienza di discriminazione sociale che ne deriva.<\/p>\n<p>In quanto singoli individui sieropositivi all&#8217;interno della cosiddetta popolazione normale, costoro si sentono spesso lasciati soli con i propri problemi e vivono nella paura di essere emarginati. Per questo motivo hanno difficolt\u00e0 a svelare apertamente la condizione di sieropositivi, anche se, talvolta, nascondono l&#8217;infezione per proteggere dall&#8217;emarginazione la famiglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omosessualit\u00e0, prostituzione, sesso occasionale, uso di droghe, ma soprattutto vita e morte: tutte tematiche connesse alla piaga dell&#8217;Hiv\/Aids<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1002170,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[120],"tags":[],"class_list":["post-40","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aids-e-legislazione"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1002170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comodo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}