Sieropositività: test HIV

Sieropositività test HIV: Cosa fare

Se il test Hiv fornisce esito negativo senza possibilità di errore (ricordiamo che la certezza assoluta si raggiunge solo dopo tre mesi dall’esposizione al rischio di infezione), l’interessato può tirare un sospiro di sollievo: il contagio non si è verificato.

Ciò non lo autorizza, però, a ritenersi immune dall’attacco del virus o particolarmente resistente a esso. Semplicemente gli è andata bene ancora una volta. In futuro farà bene ad attenersi alle regole di safer sex e safer use. E se il test fornisce esito positivo (senza possibilità di errore)?

Premessa: il quadro dell’infezione da Hiv è in continua trasformazione e, negli ultimi anni, i progressi compiuti in campo medico hanno accresciuto notevolmente la speranza di vita per molte persone sieropositive, almeno nei paesi più ricchi. Ciò nonostante è comprensibile che l’esito positivo del test possa lasciare un segno profondo, facendo affiorare nell’interessato un senso di angoscia e paura.

Paura delle malattie, delle sofferenze e magari di una morte precoce.

Come se non bastasse, molte persone affette da Hiv devono fare i conti con l’ostilità del contesto sociale in cui vivono o con la reazione spaventata di amici e parenti.

D’altra parte gestire da soli una situazione tanto delicata può essere oltremodo doloroso. Per questo è sempre consigliabile parlare del problema con persone di fiducia o magari rivolgersi a consultori e gruppi di sostegno. Dal punto di vista medico, invece, non esiste un rimedio che faccia regredire il virus Hiv o lo elimini del tutto, ma vi sono numerosi farmaci antiretrovirali in grado di influenzare in modo positivo il decorso dell’infezione.

Allo stesso modo non esiste una ricetta valida in assoluto che indichi il comportamento giusto per vivere il più a lungo possibile col virus, ma vi sono tante persone sieropositive in grado di testimoniare in modo concreto come sia possibile sentirsi pienamente realizzati anche con l’Hiv.

In altre parole il virus non deve essere motivo di rassegnazione o di rinuncia ai progetti per il futuro. Fermo restando che ogni persona sieropositiva gestisce l’infezione a modo suo (si tratta di trovare la propria strada perché il concetto di qualità della vita non è uguale per tutti), valgono le solite raccomandazioni legate a uno stile di vita sano.

Un’alimentazione equilibrata, ad esempio, può senz’altro contribuire a stabilizzare le condizioni di salute e il sistema immunitario. Gli studi nel campo della scienza alimentare, infatti, hanno dimostrato quanto sia importante nutrirsi correttamente e prevenire la perdita di peso già nella fase precoce dell’infezione.

Non esistono invece prove di effettivi benefici derivanti dai supplementi nutrizionali come vitamine e preparati erboristici, che pure molte persone affette da Hiv assumono nel tentativo di rafforzare o proteggere il proprio sistema immunitario. È anzi dimostrato che determinati supplementi (vedi il largo uso di aglio) possono interferire con l’azione di alcuni farmaci antiretrovirali.

Un discorso analogo può essere fatto per l’esercizio fisico. Lo sport (praticato in maniera corretta e moderata, s’intende) apporta indubbi benefici al sistema immunitario, oltre a migliorare umore e aspetto estetico. L’ideale sarebbe associare esercizi aerobici (come camminare rapidamente, correre, nuotare, andare in bici), che accrescono la gittata cardiaca e la capacità dei muscoli di utilizzare l’ossigeno, a esercizi di resistenza (come l’uso di pesi e macchine da palestra), che mettono a punto la forza e la massa muscolare.Infine qualche precisazione in merito alla vita sessuale.

Nel periodo immediatamente successivo all’esito positivo del test, tante persone sieropositive faticano a vivere serenamente la propria sessualità, turbate come sono dal timore di contagiare altra gente. Si tratta di una reazione comprensibile, persino lodevole: è un bene che un soggetto infetto si preoccupi di nuocere al prossimo. Tuttavia non esiste una ragione davvero valida per rinunciare al sesso.

A patto, naturalmente, che la persona sieropositiva rispetti le regole del safer sex, capaci di proteggere il partner in modo ottimale.

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