Sarà colpa di un’educazione all’affettività e alla sessualità poco incisiva oppure colpa del distanziamento sociale subito in questi ultimi anni, vero è che 1 giovane su 3 ammette di avere rapporti sessuali senza indossare il preservativo.

Questo quello che emerge dalla nuova edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità”, realizzato da Durex e Skuola.net, in collaborazione con EbiCo, spin-Off accademico dell’Università di Firenze. L’indagine, che viene regolarmente condotta, a partire dal dal 2018, ha segnalato una situazione abbastanza critica che aumenta il rischio tra i giovani, specie sotto i 13 anni, di incorrere in gravidanze non desiderate e contagio di malattie a trasmissione sessuale.

Dai primi risultati dell’indagine viene proprio evidenziata la giovanissima età delle prime esperienze sessuali degli adolescenti italiani: il 42% degli intervistati conferma di aver avuto il primo rapporto sessuale tra i 15 e i 16 anni, ma esiste anche un 3% che dichiara di aver avuto la sua prima esperienza prima dei 13 anni.

Il coito interrotto sembra essere molto diffuso, più del 63% ha dichiarato di averlo utilizzato. L’indagine mette in evidenza un aumento della percentuale di coloro che sono convinti che questo metodo sia infallibile contro gravidanze indesiderate e Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST): 15% nel 2021 vs 8% nel 2020.

Riguardo la scarsa educazione sessuale dei giovani italiani, preoccupa la percentuale del 45% (degli intervistati) che ha ammesso di avere ancora conoscenze confuse in merito al sesso e alla sessualità di coppia. A confermarlo sono le risposte a questa domanda: “Quali tra queste NON è una malattia sessualmente trasmissibile tra: cistite, clamidia, gonorrea, HIV, papilloma virus e sifilide?” Solo il 55% degli intervistati ha risposto correttamente, scegliendo la cistite.

Inoltre, il 68% dei ragazzi ha ammesso di non essersi mai sottoposto ad un consulto con specialisti ginecologi ed andrologi, solo il 6% ha effettuato un test per la diagnosi dell’HIV e il 7% per la diagnosi di altre infezioni.

La tematica della sessualità non è facile neppure da affrontare in famiglia: il 54%, infatti, dichiara di non parlarne, di questi, 27% sostiene che il sesso sia un argomento tabù a casa. Lo scarso dialogo espone al rischio di fake news e di conoscenze sbagliate e fuorvianti.

Come si potrebbe intervenire?

L’educazione affettiva e sessuale ormai diventa un problema essenziale da affrontare, non solo in famiglia ma soprattutto in in ambito scolastico dove la preparazione risulta ancora scarsa o praticamente assente. Solo il 56% ha affrontato il tema sessualità e contraccezione tra i banchi di scuola, di questi il 36% dice di aver sentito “cose che conosceva già”.

Partire da questa indagine e trovare degli spunti di riflessione fondamentali per poter aumentare la consapevolezza e promuovere un dialogo aperto con famiglia, educatori ed esperti. Abbattendo timori e pregiudizi. In quattro anni Durex e Skuola.net hanno affrontato il problema, attivando il programma di educazione sessuale ‘School of love’, che prevede attività sia offline nelle scuole che online attraverso i canali web e social del portale di riferimento per gli studenti. Un’iniziativa che ad oggi ha coinvolto 2.000 studenti negli istituti secondari superiori di di tutta Italia.

E il più delle volte questa precocità sembra essere seguita da comportamenti poco consapevoli e molto a rischio: tra gli intervistati, solo il 49% è solito utilizzare il preservativo, dato preoccupante se confrontato con il 57% del 2018.