Negli ultimi mesi il mercato globale dei preservativi sta attraversando una fase di forte instabilità, e all’origine di tutto c’è la guerra in Iran. Il conflitto in Medio Oriente sta infatti mettendo sotto pressione le catene di approvvigionamento a livello mondiale, creando effetti che arrivano fino ai prodotti di uso quotidiano.
Uno dei punti più delicati è lo stretto di Hormuz, una rotta strategica per il trasporto di petrolio e materiali chimici. Quando il traffico in questa zona rallenta o si complica, le conseguenze si propagano rapidamente: aumentano i costi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime. Un meccanismo che finisce per coinvolgere direttamente anche il settore dei preservativi.
Questo accade perché molti dei materiali utilizzati nella produzione sono legati all’industria petrolchimica. Gomma sintetica, nitrile, lubrificanti come il silicone e persino il packaging in alluminio dipendono da filiere che oggi stanno subendo rallentamenti e rincari. Il risultato è un aumento dei costi lungo tutta la catena produttiva, dalla materia prima fino al prodotto finito.
I primi segnali concreti sono già arrivati. Karex, il più grande produttore mondiale di preservativi — che realizza anche prodotti per marchi come Durex, Pasante e One — ha parlato apertamente di possibili aumenti compresi tra il 20% e il 30%. Non si tratta solo di costi più alti: anche la disponibilità sta diventando un fattore critico. Le spedizioni richiedono tempi quasi doppi rispetto al normale, le scorte globali si stanno riducendo e, allo stesso tempo, la domanda continua a crescere, con un aumento stimato intorno al 30%. Quando meno prodotto incontra una richiesta più elevata, la conseguenza è piuttosto prevedibile: i prezzi tendono a salire.

FILE PHOTO: A worker performs a test on condoms at Malaysia’s Karex condom factory in Pontian, 320 km (200 miles) southeast of Kuala Lumpur
Cosa possiamo aspettarci
Guardando ai prossimi mesi, è difficile immaginare cambiamenti improvvisi da un giorno all’altro. Più probabilmente, se la situazione geopolitica resterà instabile, gli aumenti arriveranno in modo graduale. I produttori continueranno ad adeguare i listini, i distributori trasferiranno almeno in parte questi rincari e alcune tipologie o misure potrebbero diventare meno facili da trovare.
Al di là degli aspetti economici, però, c’è un punto che merita attenzione. I preservativi non sono un bene qualsiasi: rappresentano uno strumento essenziale per la prevenzione. Se il loro costo aumenta o la disponibilità diminuisce, esiste il rischio concreto che qualcuno inizi a considerarli meno prioritari. Ed è proprio questo lo scenario che dovrebbe essere evitato.








