In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta contro l’AIDS arriva la notizia sulla scoperta di un nuovo ceppo dell’HIV, il virus che provoca l’Aids.
Lo studio è stato recentemente pubblicato sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndrome e rivela come questo ceppo sia il primo ad essere scoperto dopo l’anno 2000 e il decimo della famiglia M.

Questa scoperta fa riflettere sul modo di combattere la diffusione della pandemia, ricordando che per sconfiggere il virus lo si deve considerare in continua trasformazione ed utilizzare pertanto le più avanzate tecnologie e risorse per monitorarne l’evoluzione. Non è ancora evidente come questa variante del virus agisca sul corpo umano, e se differenzia da tutti gli altri ceppi.

Il nuovo Ceppo di AIDS ha mietuto già vittime

Secondo i dati forniti dall‘Abbott Laboratories, responsabile della ricerca insieme all’Università del Missouri, sono tre le persone contagiate da questo nuovo ceppo, tra gli anni ’80 ed il 2001.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, sarebbe la versione attuale del gruppo M del virus dell’HIV responsabile del 90% dei 37,9 milioni di contagi, in questi ultimi anni. Unaids dichiara stime preoccupanti: nel 2016 circa 1,8 milioni di persone sono state infettate.

La scoperta del Nuovo ceppo di AIDS

Prima che gli scienziati possano dichiarare che si tratti di un nuovo sottotipo, è necessario che vengano rivelati tra casi indipendenti. I primi due furono trovati nella Repubblica democratica del Congo nel 1983 e nel 1990.
Si notava che i due ceppi erano “molto insoliti e non corrispondevano ad altri”. Un terzo campione è stato trovato in Congo e raccolto come parte di uno studio per la prevenzione dalla trasmissione del virus da madre a figlio.
Allora non vi erano strumenti tecnici in grado di analizzare il campione, solo attualmente gli scienziati di Abbott e dell’Università del Missouri hanno sviluppato nuove tecniche per studiare e mappare il campione.