Comodo.it da spazio a tutte le voci, anche a quelle che possono essere contro il nostro punto di vista. In questo articolo vogliamo parlare di chi nega l’esistenza del virus dell’Hiv. Prendiamo come spunto questo scritto tratto da www.gay.it per capire le loro ragioni.

All’Estero sono integrati da tempo col resto della vita gay. Ci sono associazioni, serate nei locali e feste. E con un convegno a Bari, che si è tenuto a metà maggio, sono usciti allo scoperto anche qua in Italia. Sono i negazionisti dell’Hiv, o dissidenti, come preferiscono essere chiamati. Credono che il virus dell’Hiv non sia la vera causa dell’Aids; che il test attualmente in uso non riesca davvero a diagnosticare la sieropositività; che i farmaci siano inefficaci e, anzi, piuttosto che il loro uso causi una lenta agonia; che la paura di essere contagiati con un rapporto non protetto sia paragonabile alla supersitizione; che le campagne per la prevenzione siano studiate dai politici e dalle cause farmaceutiche per terrorizzare anziché per informare.

Tutto questo è riassunto nel manifesto che è circolato su Facebook un mese fa e che serviva a pubblicizzare l’incontro pugliese. “Hai smesso di credere a Babbo Natale? Adesso è il momento dell’Hiv”, recitava il claim di un’immagine che accostava un berretto natalizio a un preservativo. Una frase choc per chi è abituato a tutt’altri messaggi quando si parla di Aids e che ci ha spinto a contattare il fondatore del gruppo su Facebook “Hiv non causa Aids” – che al momento conta 409 iscritti – nonché organizzatore del convegno: Vincenzo Paolo Fraddosio. Trent’anni, barese ma domiciliato a Londra dove lavora come programmatore, Fraddosio ci spiega che per lui tutto è iniziato guardando un documentario con amici. “Nel filmato i medici si contraddicevano tra loro e così ho iniziato a documentarmi arrivando a studiare le teorie dei dissidenti”, dice spiegando cosa lo abbia fatto avvicinare a queste idee.

“Ci parlano dell’Aids come della peste del millennio curabile solo con gli antiretrovirali. Noi pensiamo invece che siano i farmaci stessi a farci ammalare. Un esempio? L’AZT è un famoso veleno per topi”. Dice che il virus dell’Hiv “non è mai stato visto al microscopio” e che “la teoria che viene attualmente insegnata nelle università, quella per cui l’Hiv causa l’Aids, è falsa alla base. Ce la vendono in televisione, i giornalisti ci ricamano sopra ed ecco che siamo convinti di cose sbagliate”. E tutto a vantaggio delle case farmaceutiche.

Gay.it – HIV, viaggio fra i Le prove? sono i dati che citano, le storie che pubblicano online e gli aneddoti che diffondono attraverso siti specializzati e forum. Qualcuno ha scritto anche delle tesi di laurea (una è stata scritta da uno studente italiano e c’è anche un video su Youtube della sua esposizione). Si tratta di veri e propri dossier paralleli alla medicina classica dai quali la teoria alternativa estrae notizie e si alimenta, esattamente come la medicina tradizionale fa con le pubblicazioni sulle riviste specializzate. E anche alcune personalità, non solo scientifiche, sono scese in campo al loro fianco tra cui Beppe Grillo. Ma è il medico americano Peter Duesenberg la guida dei dissidenti. I suoi articoli hanno fatto da fonte di ispirazione a molti altri: è stato lui il primo a teorizzare come l’Aids sia causata dall’abuso di droghe ricreazionali anziché da un virus.

Gay.it – HIV, viaggio fra i L’abbassamento del tasso di mortalità fra i malati di Aids sarebbe una prova di questo. La diminuzione della diffusione dell’eroina, infatti, sarebbe merito del minor numero di decessi fra tossicodipendenti e quindi fra sieropositivi. “I dati di un tempo erano falsati perché c’erano più consumatori di eroina con il sistema immunitario depresso. Oggi invece abbiamo dati reali e le morti sono pochissime. Cosa causa oggi l’abbassamento delle difese immunitarie? Il popper e gli altri nitrati. Ma nessuno lo dice”. Col tempo i dissidenti hanno trovato risposte a questo paradosso e a molti altri. Hanno cercato risposte alternative a quel che la medicina ortodossa spiega in altro modo.

Lo si capisce anche dal modo in cui Fraddosio espone le sue tesi, senza esitazione, mai, neanche quando dice che “avere paura di fare sesso non protetto è una paura retrò, da anni ’90. Le nuove generazioni in questo senso sono uno spiraglio di luce per il futuro: non vanno nel panico se per una volta fanno sesso senza preservativo perché non sono cresciuti col terrorismo psicologico”. “Guarda gli eterosessuali, pensi che si vadano a fare il test prima di fare sesso? I gay invece sono più isterici a causa dell’omofobia e della propaganda pubblicitaria e corrono a testarsi”.

Gay.it – HIV, viaggio fra i I dissidenti non teorizzano il sesso bareback, o meglio, non è lo scopo principale della loro battaglia ma l’uso del condom è consigliato per evitare principalmente altri tipi di malattie a trasmissione sessuale, patologie batteriche che renderebbero falsamente positivi i test hiv. “Pensiamo a come ci sentiamo se facciamo sesso senza preservativo. Abbiamo subito paura di esserci presi il presunto virus dell’Hiv senza pensare invece a tutte le patologie batteriche che possiamo contrarre. Sifilide, gonorrea e clamidia sono molto più diffuse dell’Aids e invece nessuno fa mai campagne per la prevenzione di queste malattie”.

Senti il peso della responsabilità per le idee che diffondi? “Non dico a nessuno di fare sesso senza preservativo. Dico solo di non prendere farmaci dannosi per la salute. No, non sento nessun peso”.

Ecco in poche parole il loro punto di vista, noi non esprimiamo un parere ma diamo spazio a tutti i punti di vista, saranno i nostri utenti a farsi il loro parere e la loro opinione.