Il 2 ottobre 2020, in seguito alla firma della Dichiarazione di Parigi, Torino diventa Fast-Track Cities, entrando a far parte della rete delle città impegnate nel contrasto alla diffusione di HIV e AIDS.

All’iniziativa, promossa da Iapac (International Association of Providers of Aids Care), hanno aderito anche: Anlaids Torino, Arcobaleno Aids, Casarcobaleno, Croce Rossa Italiana, Associazione Giobbe, Gruppo Abele e Lila Piemonte.

Perché Torino? Come confermano le statistiche, Torino rappresenta la quarta città in Italia con nuove diagnosi ogni anno (108).
Il contagio avviene principalmente coni rapporti sessuali non protetti, ad esser più colpita è la fascia 25-34 anni.

“L’obiettivo mondiale è quello di raggiungere il 95% di persone sieropositive consapevoli della propria condizione, in terapia e con carica virale azzerata. A proposito vogliamo rafforzare la sinergia tra associazioni e istituzioni, mandare un segnale alla Regione per riavviare la Consulta sull’HIV e istituire un tavolo per condividere questo percorso con altre organizzazioni; la formazione, infine, deve essere centrale per le nuove generazioni” ha dichiarato l’assessore ai diritti Marco Giusta.

Un’altra vittoria è sicuramente quella di avere strumenti necessari per migliorare le condizioni di vita dei sieropositivi, dal momento che l’aspettativa di vita
di una persona sieropositiva è sicuramente simile a quella della popolazione in buono stato di salute.