Tratto da “Sesso? Fai da te!” (Zelig editore)

Profilattico: strumento importantissimo perché oltre che evitare le gravidanze protegge dalle infezioni più tremende.
Viene ironicamente chiamato “guanto”, e se volete un consiglio, durante la settimana bianca non portate soltanto quelli imbottiti con le cinque dita.
Non ascoltate chi vi dice “gettate il guanto”: primo perché non bisogna mai arrendersi, secondo perché ti può venire una malattia.
Lo so, è scomodo, è come fare footing con gli stivali di gomma, per non parlare della messa in opera, però è pratico: come si dice, “copriti se no ti prendi un malanno”.
E considerato i malanni che ci sono in giro, è facile capire come questo strumento sia diventato indispensabile negli anni Novanta: quando manca lo si sostituisce perfino con la camera d’aria della vespa.
Bistrattato fino a qualche anno fa perché non dava il contatto, è oggi fabbricato anche in alluminio: perfetto contro le malattie e in caso di difficoltà sostiene anche.
Per cercare di renderlo più familiare e simpatico si è scatenata la fantasia dei suoi costruttori, che si sono sbizzarriti con nomi, forme, colori e optional vari. Oggigiorno se ne possono trovare di tutte le forme, anche a forma di Paperino, Topolino o Batman: quest’ultimo però crea dei problemi per via delle orecchie a punta.
Viene fabbricato anche in molti gusti, persino alla fragola e al mirtillo, anche se non è chiaro il motivo: probabilmente per ottenere l’effetto Calippo.
Anche i nomi scelti per i vari tipi di profilattico sono molto bizzarri: sentilo; mettilo; chiappalo; prendilo; mammolo e cucciolo per i più piccini.
Il profilattico è entrato ormai nel costume, si vende anche al supermercato, a metri: si taglia la misura desiderata, si fa un nodo e via.
Si è negli anni così perfezionato che ormai è in grado di fare tutto da solo: allunga, accorcia, ritarda, stimola, ammirula, fa il caffè e dopo ti offre anche una sigaretta. Se ne vedono a doppio effetto, triplo effetto, quattro effetti, tutto il cucuzzaro.
Uno dei più richiesti è il ritardante, acquistando il quale si ricevono le congratulazioni del farmacista che con aria simpatica ti stringe la mano e ti dice: “Bravo! Anche lei è del club dei dodici secondi!”. Mi sono sempre chiesto come sia fatto dentro un preservativo ritardante: forse c’è un omino piccolino che dice: “piano, vai piano, non correre pensa a me!”
Due parole vanno spese anche per il modello stimolante per lei e ritardante per lui, che è ottimo: l’importante è metterlo nel verso giusto.