Più in profondità significa più piacere? A quanto pare, non sempre. C’è una tecnica di cui ultimamente si parla molto, lo shallowing, che ribalta proprio questa idea: invece di puntare sulla penetrazione profonda, ci si concentra sull’ingresso della vagina e sui primissimi centimetri del canale vaginale.
Il nome è nuovo, o perlomeno lo è per la maggior parte di noi. La pratica molto meno. Probabilmente tante persone l’hanno già sperimentata senza sapere che avesse un nome preciso.
Shallow, in inglese, significa poco profondo. Fare shallowing vuol dire quindi stimolare la parte iniziale della vagina con il pene, le dita, la lingua o un sex toy, usando movimenti brevi e senza arrivare necessariamente alla penetrazione completa. Può essere un modo per iniziare il rapporto, può alternarsi a movimenti più profondi oppure può diventare il centro dell’esperienza. Non c’è una sequenza da seguire e, soprattutto, non c’è un traguardo da raggiungere.
La ragione per cui oggi ne sentiamo parlare ha molto a che fare con uno studio pubblicato nel 2021 sulla rivista scientifica PLOS ONE. I ricercatori hanno intervistato oltre 4.000 donne adulte negli Stati Uniti per capire quali accorgimenti utilizzassero davvero per rendere più piacevole la penetrazione vaginale. Circa l’84% delle partecipanti ha dichiarato di apprezzare la stimolazione concentrata appena all’interno della vagina.
Il dato è interessante, ma lo è ancora di più il fatto che per molto tempo nessuno abbia sentito il bisogno di dare un nome a questa tecnica. Quando si parla di sesso, infatti, si finisce spesso per insistere su durata, dimensioni e profondità. Lo shallowing ci ricorda che il corpo non ragiona per luoghi comuni e che una parte molto sensibile può trovarsi proprio lì dove, di solito, ci si sofferma meno.
Come si fa, in pratica?
Prima di tutto, conviene rallentare. Con uno o due dita ben lubrificate si può iniziare sfiorando l’apertura vaginale, entrando appena e provando a cambiare pressione o direzione. Con il pene si utilizzano spinte corte, mantenendo il glande vicino all’ingresso anziché procedere subito con una penetrazione completa. Anche un piccolo vibratore può essere appoggiato sulla zona o inserito soltanto in parte, magari partendo dall’intensità più bassa.
Detto così potrebbe sembrare quasi un esercizio tecnico, ma non deve diventarlo. Il punto è prestare attenzione alle sensazioni. C’è chi preferisce movimenti circolari e lenti, chi una pressione più decisa, chi trova piacevole alternare lo shallowing alla penetrazione profonda. E ciò che funziona una volta potrebbe non essere altrettanto piacevole la volta successiva.
In questa pratica il lubrificante può fare davvero la differenza, perché l’attrito si concentra in una zona piuttosto ridotta. Qualche goccia in più aiuta le dita, il pene o il toy a scorrere e permette di sperimentare con maggiore comfort.
Lo shallowing può anche essere abbinato alla stimolazione del clitoride, con le dita oppure con un vibratore esterno. Per molte donne è proprio la combinazione tra le due stimolazioni a risultare più piacevole. Non occorre però fare tutto nello stesso momento: si può alternare, fermarsi, cambiare ritmo e riprendere. È sesso, non una coreografia da ricordare.
Questa tecnica può essere interessante anche per chi non ama la penetrazione profonda o qualche volta la trova fastidiosa, perché consente di controllare meglio il movimento. Attenzione, però: non è una cura per il dolore durante i rapporti. Un fastidio occasionale può dipendere da poca lubrificazione, tensione o da una posizione scomoda; se il dolore torna spesso, è intenso o persiste, è opportuno fermarsi e parlarne con un ginecologo o con un professionista sanitario. Non è normale doverlo sopportare per portare a termine un rapporto.

Poco profondo non significa senza precauzioni
Una penetrazione parziale resta una penetrazione. Anche se il pene entra soltanto per pochi centimetri, esistono la possibilità di una gravidanza e il rischio di trasmissione di infezioni sessualmente trasmissibili. Il preservativo, quindi, va indossato prima del contatto tra pene e vulva e non soltanto quando si decide di andare più in profondità.
Qualche attenzione serve anche con i sex toy. Dopo l’uso vanno puliti seguendo le indicazioni del produttore; se vengono condivisi oppure utilizzati su zone diverse del corpo, si può applicare un preservativo sul toy, sostituendolo a ogni passaggio.
Forse il motivo per cui lo shallowing sta suscitando tanta curiosità è molto semplice: mette in discussione l’idea che durante il sesso “di più” significhi automaticamente “meglio”. A volte bastano movimenti minimi e un po’ più di attenzione per scoprire sensazioni completamente diverse.
Non è detto che piaccia a tutti e non è una tecnica miracolosa. È solo un’altra possibilità da esplorare, da soli o in coppia, senza trasformarla nell’ennesima prestazione. Dopotutto, il modo migliore per capire se funziona non è seguire alla lettera un manuale, ma ascoltare il proprio corpo e parlarne con chi abbiamo accanto.








